Vocabolario Dantesco

Accademia della Crusca - CNR Opera del Vocabolario Italiano

Vocabolario Dantesco

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dispiccare v.
Frequenza:
Commedia 1 (1 Purg.). [+var.: 1 (1 Inf.)]
Altre opere1 (1 Conv.).
Lista forme e index locorum:
Commedia dispicchi Purg. 15.66 (:). [+var.: dispicchi Co Inf. 30.36].
Altre opere dispicca Conv. 4.28.4.
Varianti: Purg. 15.66: disfichi Ash.
Corrispondenze: Testi italiani antichi:
Corpus OVI,
DiVo,
LirIO,
Prosa fior. sec. XIII,
Petrarca e Boccaccio.
Vocabolari: TLIO, Crusca in rete, ED.
Nota:Dal lat. mediev. dispicare (DEI s.v. dispiccare), il verbo è poco diffuso in volg. e, prima di Dante, è att. solo nel Rainaldo e Lesengr. (Oxford) (cfr. Corpus OVI). Gli è preferito il corradicale spiccare (vd.), anch'esso presente nella Commedia, con il quale condivide valori semantici contrari a quelli di appiccare (vd.), come il signif. concreto di 'staccare (qsa), allontanare (qno)' e quello fig. di 'avere origine, derivare' (cfr. TLIO s.v. dispiccare). La voce si trova con signif. propr. nel Convivio, con rif. a un frutto che viene 'colto' dal ramo. Nella Commedia, invece, essa costituisce «una delle forti metafore verbali proprie del realistico stile dantesco» (Chiavacci Leonardi, ad l.): a Purg. 15.66, nel contesto dottrinale del discorso su beni terreni e beni celesti, il verbo è usato con rif. a un frutto metaf., ossia le «tenebre» che Dante 'raccoglie', cioè fig. 'ricava', 'trae', dalla «vera luce» delle parole di Virgilio. D'altronde, che il verbo venisse impiegato anche con signif. vicino a quello referenziale è testimoniato dalla var. c’altri il dispicchi, trasmessa da Co al posto di di qui si spicchi (Inf. 30.36). In questo caso dispiccare ha il signif. propr. di 'staccare' da un luogo e, rif. a una delle anime dei falsatori, indica l'azione di 'allontanare rapidamente (e forzatamente?)' qno dal luogo in cui si trova.
Varianti.  La var. disfichi in luogo di dispicchi, recata da Ash a Purg. 15.66, se non è frutto di un banale scambio paleografico tra p e f, si potrebbe ricondurre al verbo disficcare, dovuto molto prob. all'influsso del corradicale rificcare (vd.) al v. 64. La voce, altrimenti non att. in Dante e rarissima in it. antico, ha un signif. affine a quello di dispiccare 'staccare': vuole dire propr. 'estrarre violentemente dal suolo, divellere' (cfr. TLIO s.v. disficcare), con rif. a qsa di piantato a terra anziché appeso, e in questo contesto si troverebbe usata per la prima e unica volta con valore fig.
1 Trarre (fig.). ||  Propr. Cogliere (un frutto).
[1] Purg. 15.66: Ed elli a me: «Però che tu rificchi / la mente pur a le cose terrene, / di vera luce tenebre dispicchi. ||  Var.: disfichi Ash.
[ 2 +var. Allontanare qno (rapidamente e forzatamente?). ]
[1] Inf. 30.36: «Oh», diss' io lui, «se l'altro non ti ficchi / li denti a dosso, non ti sia fatica / a dir chi è, pria che di qui si spicchi». ||  dispicchi Co.


Autore: Irene Angelini 10.12.2024 (ultima revisione: 29.11.2025).