Vocabolario Dantesco
spiccare v.
Commedia 2 (1 Inf., 1 Purg.). [+var.: 1 (1 Purg.)]
Commedia spicca Purg. 21.107 (:); spicchi Inf. 30.36 (:). [+var.: spicca Parm Purg. 25.58].
Inf. 30.36: dispicchi Co.
Vocabolari: Crusca in rete, ED.
Derivato di appiccare, con s- privativo al posto del pref. a(d)- (DELI 2 s.v. spiccare). La voce è doc. in it. antico a partire dall'u.v. del Duecento (cfr. Corpus OVI) ed è att. per la prima volta in Restoro d'Arezzo: «e quando [[scil. la spongia]] se spicca dal suo loco mòre e non sente» (L. I, cap. 20, pag. 35.22). Il verbo è il contrario di appiccare (vd.), anch'esso att. in Dante, e ha il signif. referenziale di 'staccare ciò che è appiccato'. Ma nell'es. sopra cit., così come nella prima delle due occ. dantesche, la forma pron. rifl. spiccarsi non è rif. a un ogg. materiale, bensì a un sogg. animato, e significa 'allontanarsi da un luogo' (indicando per lo più un movimento repentino). Tuttavia, mentre in Restoro il sogg. è un animale, a Inf. 30.36 chi 'si allontana rapidamente' è una figura umana, cioè una delle anime dei falsatori di persona; anche a queste, peraltro, si possono attribuire atteggiamenti e movenze animalesche: infatti, come osserva Bosco-Reggio, ad l., «il verbo vuole indicare il carattere imprevedibile e improvviso dei rapidi movimenti di questi dannati». Contribuiscono all'effetto «le rare rime in -icchi [che] caratterizzano l'estroso personaggio» (Chiavacci Leonardi, ad l.). Nella seconda occ., a Purg. 21.107, il verbo ha valore intrans. ed è impiegato per la prima volta in senso fig., con un sogg. inanimato: è rif. a una manifestazione emotiva (il «riso e pianto» del v. 106), che si spicca, cioè 'deriva, proviene' da un det. sentimento. A questo es. è affine anche una terza occ., att. in Parm come var. di si spiega a Purg. 25.58, in un contesto di taglio prettamente dottrinale: nel discorso sulla generazione dell'uomo, il verbo si troverebbe rif. alla «virtute informativa» (v. 41) che 'si dispiega' dal cuore del padre per poi estendersi a tutte le membra del corpo.
Varianti.  Al posto di di qui si spicchi (Inf. 30.36) si trova in Co (c’altri) il dispicchi. Il signif. del verbo è lo stesso, dato che dispiccare (vd.) si può considerare un sinon. di spiccare (con sostituzione del pref.), ma la forma in questione ha valore trans. ('allontanare qno') anziché pron. rifl. ('allontanarsi').
Autore: Irene Angelini.
Data redazione: 10.12.2024.
Data ultima revisione: 29.11.2025.
1 Pron. Staccarsi da un luogo, allontanarsi (con un movimento rapido).
[1] Inf. 30.36: «Oh», diss' io lui, «se l'altro non ti ficchi / li denti a dosso, non ti sia fatica / a dir chi è, pria che di qui si spicchi». ||  Var.: dispicchi Co.
1.1 Pron. Derivare, scaturire (da qsa) (fig.).
[1] Purg. 21.107: ma non può tutto la virtù che vuole; / ché riso e pianto son tanto seguaci / a la passion di che ciascun si spicca, / che men seguon voler ne' più veraci.
1.1.1 Pron. Diffondersi (fig.).
[1] Purg. 25.58: Or si spiega, figliuolo, or si distende / la virtù ch'è dal cor del generante, / dove natura a tutte membra intende. ||  spicca Parm.