Vocabolario Dantesco
lettera s.f.
Commedia 2 (1 Purg., 1 Par.).
Altre opere12 (11 Conv., 1 Rime).
4 (4 Fiore).
Commedia lettere Purg. 12.134, Par. 19.134.
Altre opere lettera Conv. 1.9.3, 2.1.7, 2.13.14, 3.9.14 (2), 3.12.1, 4.1.11, 4.6.3, Rime 94.7; littera Conv. 2.11.1, 2.12.10, 4.28.10.
lettera Fiore 54.2, 54.9, 62.12; lettere Fiore 78.2.
Lettere mozze 1.1.
Par. 19.134: lecture Pa.
Dal lat. littera (DELI 2 s.v. lettera), ‘eruditio’ (vd. TLL s.v., 7, 1.1532.67 e Cecchini, Uguccione, L 42, 31), a sua volta da una base gr. (sulla quale formulano diverse ipotesi DELI 2 e Nocentini). In it. antico il sost. conosce att. dal Duecento, dapprima con l'accezione di 'comunicazione epistolare, messaggio scritto' e più tardivamente col signif. primario di 'segno alfabetico' (cfr. TLIO s.v. lèttera). In quest'ultimo senso il termine ricorre in Purg. 12.134 con rif. al tratto grafico P che, inciso con la punta della spada per sette volte sulla fronte di Dante a significare l'iniziale di peccato («tanto più se la lettera va pronunciata pe secondo la norma delle grammatiche latine e non con pi come in Toscana», Bellomo-Carrai, Purg. 9.112), diminuisce progressivamente di numero, in questa circostanza passando da sette a sei segni con il superamento della prima cornice. Così si intende anche l'occ. di Conv. 4.6.3; mentre in altri luoghi del Conv. il lessema assume varie sfumature semantiche: vale 'scrittura', rif. all'aspetto dei caratteri grafici a Conv. 3.9.14 e nella locuz. da lettera 'per iscritto' (Conv. 2.13.14), che ED (s.v.) riconduce a «emendamento operato sulla lezione corrotta dei manoscritti (la terra)»; ha uso estens. di 'erudizione' (Conv. 1.9.3) e più largamente di 'signif. letterale' (Conv. 2.1.7, 2.12.10, 3.12.1, 4.1.11), compresa la citazione paolina «in ispirito non in littera» (Rom. 2, 29) di Conv. 4.28.10. Nelle Rime e nel Fiore, lettera denota uno 'scritto epistolare'.

Locuz. e fras. In Par. 19.134 il sintagma lettere mozze indica estens. una forma di scrittura compendiaria, realizzata per mezzo di «lineette che tagliano i tratti lunghi delle lettere» (cfr. Inglese, ad l.), con cui si redigerà in breve spazio la registrazione delle numerose colpe di Federico III di Sicilia nel libro della giustizia divina. Già parte dell'esegesi antica spiega, riferendosi a diversi sistemi di abbreviatura: Pietro Alighieri, insieme al Codice cassinese («detruncate a suis ditionibus», ad l.), chiosa: «in licteris truncis a suis dictionibus modicum occupabunt in predicto libro, exemplo Boetii in describendo phylosophiam et ponendo pro hac dictione theorica solum hanc licteram T et pro pratica P»; Benvenuto da Imola, ad l., intende, invece, «singulae [litterae] pro partibus», con cui concordano i commentatori moderni. Più di recente Mantovani, Le "lettere mozze", pp. 43-49, ripropone l'interpretazione ottocentesca di 'cifre arabe' (vd. Fraticelli, Bianchi), rifacendosi alla notazione araba delle scuole d'abaco, che richiederebbe un minore dispendio di carta rispetto a quella romana, adottata ad es. per Carlo d'Angiò (vv. 128-129, dove I vale 'uno' e M vale 'mille'). Tale soluzione è opportunamente confutata da Inglese, il quale spiega (ad l.) che «proprio M occupa meno spazio di 1000».
Varianti.  La var. lecture («mozze») di Pa a Par. 19.134, se non è dovuta a banalizzazione, potrebbe valere 'interpretazione scritta (sintetica) di un testo', accezione att. nell'it. delle Origini con rif. a scritture di carattere legale (cfr. TLIO s.v. lettura) e nel lat. mediev. 'illustrando scriptum' (Du Cange s.v.); qui con partic. riguardo alla scrittura (vd.), tecnicismo amministrativo che sta per 'annotazione in un registro contabile a partita doppia'. Lettura non trova invece riscontri nella lingua antica col signif. di 'contenuto di uno scritto, lezione' (per l'uso più tardo vd. Crusca 5 s.v. lettura, § VII; TB s.v., § 12). È da ricondurre piuttosto a erronea segmentazione grafica la lez. le terre recata da Rb.
Autore: Francesca De Cianni.
Data redazione: 27.09.2018.
Data ultima revisione: 28.02.2022.
1 [Gramm.] Ciascuno dei segni grafici dell'alfabeto che rappresentano convenzionalmente i suoni con cui si formano le parole.
[1] Purg. 12.134: e con le dita de la destra scempie / trovai pur sei le lettere che 'ncise / quel da le chiavi a me sovra le tempie...
1.1 Lettere mozze: scrittura compendiaria o espressa con segni convenzionali di abbreviazione (estens.).
[2] Par. 19.134: e a dare ad intender quanto è poco, / la sua scrittura fian lettere mozze, / che noteranno molto in parvo loco. ||  Var.: lecture Pa.