Vocabolario Dantesco
tempo s.m.
Commedia 88 (30 Inf., 31 Purg., 27 Par.).
Altre opere125 (17 Vn., 75 Conv., 33 Rime).
8 (8 Fiore).
Commedia temp' Inf. 1.37, Purg. 8.49; tempi Par. 10.119, 17.18, 32.127; tempo Inf. 1.43, 1.56, 1.72, 3.29, 3.104, 5.41, 5.65, 5.118, 5.122, 6.70, 7.79, 10.98, 11.14, 14.139, 15.58, 15.105, 19.79, 20.60, 22.121, 24.123, 26.8 (:), 26.10 (:), 26.26, 26.77, 29.11, 30.1, 31.129, 33.132, 34.71, Purg. 1.60, 3.78, 3.139, 4.9, 6.145, 11.114, 11.131, 11.140, 12.78, 12.86, 13.24, 13.134, 16.27, 18.103, 20.70, 21.82, 22.71, 23.5, 23.84, 23.84, 23.98, 24.91, 25.137, 26.90, 28.50, 30.35, 30.121, 32.100, 33.37, 33.41, Par. 2.11, 6.55, 8.50, 8.60, 10.30, 10.39, 12.85, 15.104, 16.9, 16.46, 16.87, 17.45, 17.107, 17.120, 18.65, 20.81, 23.7, 24.6, 27.118, 29.16, 29.129, 31.38, 32.82, 32.139.
Altre opere tempi Vn 9.5, Conv. 2.2.1, 4.13.12, 4.24.8, 4.28.11, Rime 4.139; tempo Vn 2.2, 3.9, 3.10-12.6, 4.1, 5.3, 6.1, 7.1, 10.1, 25.4, 25.4, 27.1, 31.1, 35.1, 35.1, 39.2, 40.1, Conv. 1.1.10, 1.3.4, 1.5.9, 1.10.12, 1.11.14, 1.13.9, 1.13.11, 2.1.1, 2.1.15, 2.2.3, 2.3.14, 2.12.2, 2.12.7, 2.13.28, 2.13.29, 2.14.16, 2.14.16, 2.14.18, 3.3.7, 3.3.7, 3.5.17, 3.5.21, 3.7.17, 3.9.8, 3.11.3, 3.11.3, 3.13.5, 3.13.11, 3.15.20, 4.2.2, 4.2.5, 4.2.5, 4.2.5, 4.2.6, 4.2.7, 4.2.8, 4.2.8, 4.2.8, 4.2.9, 4.2.10, 4.2.12, 4.3.6, 4.4.11, 4.5.10, 4.5.11, Rime 4.9, 4.67, 6.47, 6.78, 7.10, 7.35, 8.2 (:), 8.9, 8.17 (:), 8.32 (:), 8.33 (:), 8.47 (:), 8.48 (:), 8.49 (:), 8.51 (:), 8.52 (:), 8.54 (:), 8.55 (:), 8.58 (:), 8.66 (:), 9.31, 9.38 (:), 9.39 (:), 9.67, 10.9, 12.2, 12.67, 13.13, 18.12, 35.5, 89.12, 101.12.
tempo Fiore 21.13, 35.3, 55.9, 66.4, 80.8, 113.8, 158.4, 226.9.
A quel tempo 2.1, a tempo 2.2, al/nel tempo di 2.1, alcun tempo 2.1, col/nel tempo 2.1, Di qua da picciol tempo 2, è tempo da/di 2.2, gran/lungo tempo 2.1, innanzi/per tempo 2.2, nel/presso al tempo che 2.1, per tutto il tempo che 2.1, perdere tempo 2, picciol/poco tempo 2.1, senza tempo 1, tutto tempo 2.
Vocabolari: Crusca in rete, ED.
Sebbene Dante non affronti un'organica discussione ontologica né epistemologica sul concetto di tempo, evitando di addentrarsi nel vivo del dibattito filosofico della sua epoca (su cui cfr. almeno Mansion, La théorie aristotelicienne e Fox, Time and Eternity), l'analisi di alcune delle occorrenze del lessema tempo e di altri ad esso connessi pur rivela una peculiare riflessione dantesca sull'argomento. In Dante, il concetto si definisce dunque a partire dall'esplicito e letterale riferimento alla teoria aristotelica di Conv. 4.2.6, tenendo conto anche dell'interpretazione di scuola tomistica, e sulla base del confronto con altri due concetti cui quello di tempo è strettamente legato: il movimento (vd.) perché ne è proprietà (Phys. 4.11.219a, 1-9), e l'eternità (vd.; vd. anche etterno), perché ne è l'opposto (Phys. 4.12.221b.26-222a, 6). La macrostruttura semantica qui proposta individua due significati fondamentali, distinti sulla base dell'intendere il tempo in prospettiva cosmologica (signif. 1) come 'misura del movimento' oppure nella percezione umana come 'successione degli eventi' (signif. 2). La prima e più tecnica definizione di tempo dipende da Conv. 4.2.6: «Lo tempo, secondo che dice Aristotile nel quarto della Fisica, è "numero di movimento secondo prima e poi"», intendendo 'numero' (o misura) come insieme numerico e non come numero aritmentico, ossia come ciò che è numerabile ed è oggetto di misura (es. la decade) e non come ciò che numera ed è soggetto della misura (il dieci); per la definizione e la differenza fra i due concetti cfr. Porro, Forme e modelli, pp. 21-25 e 37, nota 71. L’espressione «numero di movimento secondo prima e poi» è traduzione letterale del testo latino di Phys. 4.11.219b, 1-2: «numerus motum secundum prius et posterius» ma deve essere letta anche alla luce dell'interpretazione della filosofia del secolo XIII che, pur avendo recepito la differenza fra i concetti di numero numerante e numerato (Phys. 4.11.219b, 2-8) cui si è appena fatto riferimento, intende e descrive il tempo non solo in senso metrico come misura («mensura rerum corruptibilium», Tommaso, S. T., I, q. 10 a. 4) ma anche in senso topologico come dimensione (sull'argomento cfr. Fox, Time and Eternity, pp. 193-224). Per cui il tempo può essere considerato la dimensione in cui è inserito tutto ciò che è soggetto al movimento e alla corruzione, caratterizzato da continuità e successione; e, allo stesso modo, l'eternità, propria di Dio («mensura primi esse, quod est esse divinum», ibid.), è la dimensione di ciò che è immobile e immutevole («Ego Dominus et non mutor», Malach. III 6) ed è caratterizzata invece da permanenza e simultaneità. Anche in Dante il tempo cosmologico è rappresentato come una dimensione ed è accostato allo spazio (vd. spazioluogo; e cfr. Armour, Time and space) in contrapposizione all'eternità divina («'ve s'appunta ogne ubi e ogne quando», Par. 29.12). A tal proposito, si presti attenzione alla selezione lessicale nei contesti sotto 1, la cui semantica rimanda alla sfera della spazialità: «[sporgersi] per tempo» (Par. 10.39), «[essere] di tempo fore» (Par. 29.16), «[venire] all'etterno dal tempo» (Par. 31.38). E, sull'opposizione tempo/eternità, si noti inoltre la differenza fra le locuz. avv. sanza tempo (sotto 1) e tutto tempo (2) che valgono entrambe 'per sempre', ma la prima nell'eternità (in partic. l'eternità [vd.] creata, sull'argomento cfr. Anzulevicz, Aeternitas, aevum and tempus e, su Dante, Sciuto, Eternità e tempo, pp. 5-7), e la seconda nel tempo (per approfondire ulteriormente cfr. eternare, insemprare, sempiternare). Il tempo, in quanto numero del movimento, ha la sua origine («le sue radici» Par. 27.119) nel Primo Mobile, lì dove tutti i moti di tutti i cieli hanno princicio, perché su quello gli altri sono «distinti» e «mensurati» (Par. 27.115 e 116 e Conv. 2.14.16-17; e cfr. Moevs, The Primo Mobile), e in questi ultimi apre «le sue fronde» (Par. 27.119), cioè le manifestazioni visibili che permettono agli uomini di percepirlo, scandirlo e numerarlo. Per cui, se i contesti dei signif. registrati sotto 1 si rif. al tempo come dimensione, quelli sotto 2 insistono sul tratto quantitativo dell'estensione temporale, per cui il tempo è inteso come una grandezza misurabile e quindi suddivisibile. Su tale base, dal senso generale (2) si distinguono 2.1 'periodo (insieme di eventi)' e 2.2 'momento (singolo evento)', ossia il tempo come misura della durata dei fatti umani o come punto di riferimento nella successione degli eventi. Sul valore etico dell'«uso del tempo» (Conv. 4.2.10) nel pensiero dantesco cfr. Masciandaro, La problematica; sul valore astrologico cfr. Vasoli in ED s.v. tempo. Si segnalano infine alcuni signif. e usi particolari del lessema registrati nel resto dell'opera dantesca ma non pervenuti nella Commedia: l'att. di Conv. 4.25.2 ha il senso tecnico-grammaticale di 'momento in cui si colloca l'azione espressa dal verbo' (GDLI s.v. tempo § 22, dove quella dantesca è registrata come prima att.); a Conv. 1.10.12 e 4.2.12 (dove il tempo è detto «regolato») il lessema è termine tecnico della metrica e vale 'ritmo'; in Rime 8.57, la locuz. forte tempo indica una 'condizione meteorologica avversa' (cfr. Giunta, ad l.). Il verso «a colui ch'aspettando il tempo perde» della canzone trilingue Aï faus ris (Rime 18.12), richiama l'espressione proverbiale «omo che tempo aspetta tempo perde» che chiude In amoroso pensare di Rinaldo d'Aquino (v. 36, PSs, II, p. 215 e cfr. De Robertis, Rimead l.), unica att. prima di Dante e, fra le poche att. successive, quelle di Petrarca, Disperse e attribuite, 30 v. 14 e di Boccaccio, Filocolo, L. 4 cap. 10 (cfr. Corpus TLIO).
Locuz. e fras. Segue un criterio semantico anche la classificazione delle locuz. con funzione grammaticale.
Autore: Francesca De Blasi.
Data redazione: 02.04.2019.
Data ultima revisione: 14.05.2019.
1 Dimensione della durata, in cui è inserito tutto ciò che è soggetto al mutamento, e che si estende in successione continua, secondo la direzione che va da ciò che è stato a ciò che sarà (anche in contesto fig.).
[1] Par. 10.39: È Bëatrice quella che sì scorge / di bene in meglio, sì subitamente / che l'atto suo per tempo non si sporge.
[2] Par. 27.118: e come il tempo tegna in cotal testo / le sue radici e ne li altri le fronde, / omai a te può esser manifesto.
[3] Par. 29.16: Non per aver a sé di bene acquisto, / ch'esser non può, ma perché suo splendore / potesse, risplendendo, dir "Subsisto", / in sua etternità di tempo fore, / fuor d'ogne altro comprender, come i piacque, / s'aperse in nuovi amor l'etterno amore.
[4] Par. 31.38: ïo, che al divino da l'umano, / a l'etterno dal tempo era venuto...
Locuz. avv. Senza tempo: eternamente.
[5] Inf. 3.29: voci alte e fioche, e suon di man con elle / facevano un tumulto, il qual s'aggira / sempre in quell' aura sanza tempo tinta...
2 Estensione della durata, intesa come grandezza misurabile (spesso insieme ad agg. indef. o avv. di quantità). La misura stessa (estens.).
[1] Inf. 5.65: Elena vedi, per cui tanto reo / tempo si volse, e vedi 'l grande Achille, / che con amore al fine combatteo.
[2] Inf. 15.105: de li altri fia laudabile tacerci, / ché 'l tempo saria corto a tanto suono.
[3] Inf. 19.79: Ma più è 'l tempo già che i piè mi cossi / e ch'i' son stato così sottosopra, / ch'el non starà piantato coi piè rossi...
[4] Inf. 24.123: per ch'ei rispuose: «Io piovvi di Toscana, / poco tempo è, in questa gola fiera.
[5] Inf. 29.11: E già la luna è sotto i nostri piedi; / lo tempo è poco omai che n'è concesso...
[6] Purg. 1.60: ma per la sua follia le fu sì presso, / che molto poco tempo a volger era.
[7] Purg. 13.24: Quanto di qua per un migliaio si conta, / tanto di là eravam noi già iti, / con poco tempo, per la voglia pronta...
[8] Purg. 16.27: «Or tu chi sè che 'l nostro fummo fendi, / e di noi parli pur come se tue / partissi ancor lo tempo per calendi?».
[9] Purg. 23.5: «Figliuole, / vienne oramai, ché 'l tempo che n'è imposto / più utilmente compartir si vuole».
[10] Purg. 23.84: Io ti credea trovar là giù di sotto, / dove tempo per tempo si ristora».
[11] Purg. 23.84: Io ti credea trovar là giù di sotto, / dove tempo per tempo si ristora».
[12] Purg. 24.91: Tu ti rimani omai; ché 'l tempo è caro / in questo regno, sì ch'io perdo troppo / venendo teco sì a paro a paro».
[13] Purg. 30.35: E lo spirito mio, che già cotanto / tempo era stato ch'a la sua presenza / non era di stupor, tremando, affranto...
[14] Par. 10.30: Lo ministro maggior de la natura, / che del valor del ciel lo mondo imprenta / e col suo lume il tempo ne misura, / con quella parte che su si rammenta / congiunto, si girava per le spire / in che più tosto ognora s'appresenta...
[15] Par. 12.85: ma per amor de la verace manna / in picciol tempo gran dottor si feo...
[16] Par. 18.65: E qual è 'l trasmutare in picciol varco / di tempo in bianca donna, quando 'l volto / suo si discarchi di vergogna il carco...
[17] Par. 20.81: E avvegna ch'io fossi al dubbiar mio / lì quasi vetro a lo color ch'el veste, / tempo aspettar tacendo non patio...
[Come sogg. di verbi di movimento].
[18] Inf. 10.98: El par che voi veggiate, se ben odo, / dinanzi quel che 'l tempo seco adduce, / e nel presente tenete altro modo»
[19] Inf. 11.14: Così 'l maestro; e io «Alcun compenso», / dissi lui, «trova che 'l tempo non passi / perduto»...
[20] Purg. 4.9: E però, quando s'ode cosa o vede / che tegna forte a sé l'anima volta, / vassene 'l tempo e l'uom non se n'avvede...
[21] Purg. 11.131: se buona orazïon lui non aita, / prima che passi tempo quanto visse, / come fu la venuta lui largita?».
[22] Purg. 11.140: Più non dirò, e scuro so che parlo; / ma poco tempo andrà, che ' tuoi vicini / faranno sì che tu potrai chiosarlo.
[23] Par. 16.9: sì che, se non s'appon di dì in die, / lo tempo va dintorno con le force.
[24] Par. 17.107: «Ben veggio, padre mio, sì come sprona / lo tempo verso me, per colpo darmi / tal, ch'è più grave a chi più s'abbandona...
[25] Par. 32.139: Ma perché 'l tempo fugge che t'assonna, / qui farem punto, come buon sartore / che com' elli ha del panno fa la gonna...
Locuz. avv. Tutto tempo: per sempre.
[25] Purg. 33.37: Non sarà tutto tempo sanza reda / l'aguglia che lasciò le penne al carro, / per che divenne mostro e poscia preda...
Perdere tempo: indugiare facendo qualcosa di diverso da ciò che si dovrebbe o si vorrebbe fare.
[26] Purg. 3.78: ditene dove la montagna giace, / sì che possibil sia l'andare in suso; / ché perder tempo a chi più sa più spiace».
[27] Purg. 12.86: Io era ben del suo ammonir uso / pur di non perder tempo, sì che 'n quella / materia non potea parlarmi chiuso.
[28] Purg. 18.103: «Ratto, ratto, che 'l tempo non si perda / per poco amor», gridavan li altri appresso...
Di qua da picciol tempo: a breve, fra poco.
[29] Inf. 26.8: tu sentirai, di qua da picciol tempo, / di quel che Prato, non ch'altri, t'agogna.
2.1 Intervallo fra due istanti (più o meno precisi), caratterizzato da una serie di peculiarità tali da distinguerlo chiaramente nella successione degli eventi, periodo, epoca. Anche l'insieme stesso degli eventi ivi compresi (estens.).
[1] Inf. 5.122: E quella a me: «Nessun maggior dolore / che ricordarsi del tempo felice / ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore. /
[2] Purg. 3.139: Vero è che quale in contumacia more / di Santa Chiesa, ancor ch'al fin si penta, / star li convien da questa ripa in fore, / per ognun tempo ch'elli è stato, trenta...
[3] Purg. 6.145: Quante volte, del tempo che rimembre, / legge, moneta, officio e costume / hai tu mutato, e rinovate membre!
[4] Purg. 22.71: Secol si rinova; / torna giustizia e primo tempo umano, / e progenïe scende da ciel nova'.
[5] Purg. 33.41: ch'io veggio certamente, e però il narro, / a darne tempo già stelle propinque, / [[...]] / nel quale un cinquecento diece e cinque, / messo di Dio, anciderà la fuia...
[6] Par. 17.45: Da indi, sì come viene ad orecchia / dolce armonia da organo, mi viene / a vista il tempo che ti s'apparecchia.
[7] Par. 17.120: e s'io al vero son timido amico, / temo di perder viver tra coloro / che questo tempo chiameranno antico».
[8] Par. 32.82: ma poi che 'l tempo de la grazia venne, / sanza battesmo perfetto di Cristo / tale innocenza là giù si ritenne.
[9] Par. 32.127: E quei che vide tutti i tempi gravi, / pria che morisse, de la bella sposa / che s'acquistò con la lancia e coi clavi...
[Al plur.].
[10] Par. 10.119: Ne l'altra piccioletta luce ride / quello avvocato de' tempi cristiani / del cui latino Augustin si provide.
Locuz. avv. quel tempo: in quel periodo, all'epoca.
[11] Purg. 11.114: la rabbia fiorentina, che superba / fu a quel tempo sì com' ora è putta.
[12] Par. 16.46: Tutti color ch'a quel tempo eran ivi / da poter arme tra Marte e 'l Batista, / erano il quinto di quei ch'or son vivi.
Locuz. avv. Gran/lungo tempo: per un lungo periodo.
[13] Inf. 6.70: Alte terrà lungo tempo le fronti, / tenendo l'altra sotto gravi pesi, / come che di ciò pianga o che n'aonti.
[14] Inf. 20.60: Poscia che 'l padre suo di vita uscìo / e venne serva la città di Baco, / questa gran tempo per lo mondo gio.
Locuz. avv. Picciol/poco tempo: per un breve periodo.
[15] Purg. 13.134: «Li occhi», diss' io, «mi fieno ancor qui tolti, / ma picciol tempo, ché poca è l'offesa / fatta per esser con invidia vòlti.
[16] Purg. 32.100: «Qui sarai tu poco tempo silvano...
[17] Par. 8.50: Così fatta, mi disse: «Il mondo m'ebbe / giù poco tempo; e se più fosse stato, / molto sarà di mal, che non sarebbe.
Locuz. avv. Alcun tempo: per un po'.
[18] Purg. 30.121: Alcun tempo il sostenni col mio volto: / mostrando li occhi giovanetti a lui, / meco il menava in dritta parte vòlto.
Locuz. avv. Col/nel tempo: dopo un certo periodo.
[19] Par. 16.87: per che non dee parer mirabil cosa / ciò ch'io dirò de li alti Fiorentini / onde è la fama nel tempo nascosa.
[20] Par. 29.129: Ma perché siam digressi assai, ritorci / li occhi oramai verso la dritta strada, / sì che la via col tempo si raccorci.
Locuz. prep. Al/nel tempo di: nel periodo di.
[21] Inf. 1.72: Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi, / e vissi a Roma sotto 'l buono Augusto / nel tempo de li dèi falsi e bugiardi.
[22] Inf. 5.118: Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri, / a che e come concedette amore / che conosceste i dubbiosi disiri?».
Locuz. cong. (temporale) Per tutto il tempo che: fino a quando.
[23] Purg. 25.137: E questo modo credo che lor basti / per tutto il tempo che 'l foco li abbruscia...
Locuz. cong. (temporale) Nel/presso al tempo che: quando.
[24] Inf. 26.26: Quante 'l villan ch'al poggio si riposa, / nel tempo che colui che 'l mondo schiara / la faccia sua a noi tien meno ascosa...
[25] Inf. 30.1: Nel tempo che Iunone era crucciata / per Semelè contra 'l sangue tebano, / come mostrò una e altra fïata, / Atamante divenne tanto insano...
[26] Purg. 21.82: «Nel tempo che 'l buon Tito, con l'aiuto / del sommo rege, vendicò le fóra...
[27] Purg. 28.50: Tu mi fai rimembrar dove e qual era / Proserpina nel tempo che perdette / la madre lei, ed ella primavera».
[28] Par. 6.55: Poi, presso al tempo che tutto 'l ciel volle / redur lo mondo a suo modo sereno, / Cesare per voler di Roma il tolle.
2.1.1 Ciascuna delle frazioni individuate da fenomeni fisici che si ripetono ciclicamente: giorno; stagione.
[1] Inf. 1.43: sì ch'a bene sperar m'era cagione / di quella fiera a la gaetta pelle / l'ora del tempo e la dolce stagione...
[2] Inf. 5.41: E come li stornei ne portan l'ali / nel freddo tempo, a schiera larga e piena...
2.1.1.1 Numero di anni già vissuti da una persona, età (estens.).
[1] Par. 15.104: Non faceva, nascendo, ancor paura / la figlia al padre, ché 'l tempo e la dote / non fuggien quinci e quindi la misura.
2.1.2 Durata della vita umana.
[1] Inf. 33.132: sappie che, tosto che l'anima trade / come fec' ïo, il corpo suo l'è tolto / da un demonio, che poscia il governa / mentre che 'l tempo suo tutto sia vòlto.
[2] Par. 24.6: se per grazia di Dio questi preliba / di quel che cade de la vostra mensa, / prima che morte tempo li prescriba...
2.2 Intervallo di breve durata approssimabile a un unico punto nella successione degli istanti, momento. Circostanza, situazione (estens.).
[1] Inf. 1.37: Temp' era dal principio del mattino, / e 'l sol montava 'n su con quelle stelle / ch'eran con lui quando l'amor divino / mosse di prima quelle cose belle...
[2] Inf. 1.56: E qual è quei che volontieri acquista, / e giugne 'l tempo che perder lo face, / che 'n tutti suoi pensier piange e s' attrista...
[3] Inf. 3.104: Bestemmiavano Dio e lor parenti, / l'umana spezie e 'l loco e 'l tempo e 'l seme / di lor semenza e di lor nascimenti.
[4] Inf. 22.121: Lo Navarrese ben suo tempo colse; / fermò le piante a terra, e in un punto / saltò e dal proposto lor si sciolse.
[5] Inf. 26.77: Poi che la fiamma fu venuta quivi / dove parve al mio duca tempo e loco, / in questa forma lui parlare audivi...
[6] Inf. 34.71: ed el prese di tempo e loco poste, / e quando l'ali fuoro aperte assai, / appigliò sé a le vellute coste...
[7] Purg. 8.49: Temp' era già che l'aere s'annerava, / ma non sì che tra li occhi suoi e ' miei / non dichiarisse ciò che pria serrava.
[8] Purg. 20.70: Tempo vegg' io, non molto dopo ancoi, / che tragge un altro Carlo fuor di Francia, / per far conoscer meglio e sé e ' suoi.
[9] Purg. 23.98: Tempo futuro m'è già nel cospetto, / cui non sarà quest' ora molto antica, / nel qual sarà in pergamo interdetto / a le sfacciate donne fiorentine / l'andar mostrando con le poppe il petto.
[10] Par. 17.18: così vedi le cose contingenti / anzi che sieno in sé, mirando il punto / a cui tutti li tempi son presenti...
[11] Par. 23.7: Come l'augello, intra l'amate fronde, / [[...]] / previene il tempo in su aperta frasca, / e con ardente affetto il sole aspetta...
Locuz. avv. A tempo: al momento stabilito (da Dio).
[12] Inf. 7.79: Similemente a li splendor mondani / ordinò general ministra e duce / che permutasse a tempo li ben vani...
[13] Par. 8.60: Quella sinistra riva che si lava / di Rodano poi ch'è misto con Sorga, / per suo segnore a tempo m'aspettava...
Locuz. avv. Innanzi/per tempo: prima di un det. momento. Presto (estens.).
[14] Inf. 15.58: e s'io non fossi sì per tempo morto, / veggendo il cielo a te così benigno, / dato t'avrei a l'opera conforto.
[15] Inf. 26.10: Ma se presso al mattin del ver si sogna, / tu sentirai, di qua da picciol tempo, / di quel che Prato, non ch'altri, t'agogna. / E se già fosse, non saria per tempo.
[16] Inf. 31.129: Ancor ti può nel mondo render fama, / ch'el vive, e lunga vita ancor aspetta / se 'nnanzi tempo grazia a sé nol chiama».
[17] Par. 2.11: Voialtri pochi che drizzaste il collo / per tempo al pan de li angeli, del quale / vivesi qui ma non sen vien satollo...
È tempo da/di: è il momento opportuno per (anche in frase neg.).
[18] Inf. 14.139: Poi disse: «Omai è tempo da scostarsi / dal bosco; fa che di retro a me vegne...
[19] Purg. 12.78: Drizza la testa; / non è più tempo di gir sì sospeso. / Vedi colà un angel che s'appresta / per venir verso noi;
[20] Purg. 26.90: Or sai nostri atti e di che fummo rei: / se forse a nome vuo' saper chi semo, / tempo non è di dire, e non saprei.