Vocabolario Dantesco
ascondere v.
Commedia 9 (2 Inf., 2 Purg., 5 Par.).
Altre opere4 (1 Conv., 3 Rime).
Commedia asconde Inf. 9.62 (:); asconder Par. 27.66; ascondeva Purg. 22.95, Par. 19.68, 22.115; ascondo Par. 27.66 (:); ascosa Par. 2.27 (:); ascose Inf. 10.121, Purg. 26.148.
Altre opere asconde Rime 9.43 (:), 11.98 (:), 14.130 (:); ascosa Conv. 2.1.4.
Voce corrispondente nelle opere latine di Dante: VDL.
Testi italiani antichi:
Corpus OVI,
DiVo,
LirIO,
Prosa fior. sec. XIII,
Petrarca e Boccaccio.
Vocabolari: TLIO, Crusca in rete, ED.
Dal lat. abscondere (LEI s.v. abscondere, 1, 162-163), a sua volta da condere 'mettere da parte, custodire' col pref. abs-. In volg. è ben doc. fin dal sec. XIII pi.di. (cfr. TLIO s.v. ascondere), ma è più raro del derivato nascondere, che gli si affianca a partire dalla seconda metà del sec. per esprimere il medesimo signif. fondamentale (cfr. Corpus OVI). Nella Commedia sono effettivamente presenti entrambi i tipi: il primo con 9 att. più 5 del part. pass. usato con valore agg. (vd. ascoso), il secondo con oltre il doppio (vd. nascondere, nascoso e nascosto). Dante usa sì il verbo in senso propr., con rif. a qsa che funge da barriera per la vista: il velame a Inf. 9.62, il coperchio a Purg. 22.95, la latebra a Par. 19.68. D'altro canto, si tratta di contesti fig. in cui ascondere vale 'sottrarre alla vista (interiore) e, quindi, alla conoscenza'. Con rif. a persone, è usato in forma pron. a Inf. 10.121 e Purg. 26.148 per descrivere il movimento delle anime di Farinata e di Arnaut Daniel, che 'scompaiono alla vista', cioè estens. 'si allontanano'. Un concetto simile, ma rif. al moto del sole a Par. 22.115, è sotteso anche al signif. specif. di 'tramontare', att. anche in Rime 30.95 e, prima di Dante, in Zucchero, Sfera (cfr. TLIO s.v. ascondere 1.3). Hanno invece senso fig. le occ. di Par. 2.27 e Par. 27.66 (due volte), dove ascondere si riferisce all'atto di 'celare dentro di sé qsa' e dunque 'non esprimere, non comunicare ad altri' (ciò che passa nella mente di Dante nel primo caso, ciò che è rivelato da San Pietro negli altri due). In questi casi il verbo compare sempre in forma neg. ed è ridondante a Par. 27.66, allo scopo di rinforzare la solennità dell'investitura di Dante profeta: qui non ascondere vale enfaticamente 'rivelare', 'raccontare', come suggerisce l'espressione «apri la bocca» al v. precedente. In altre parole, se si tiene conto dell'affinità osservata da Chiavacci Leonardi ad l. tra questo passo e quelli contenenti le esortazioni di Beatrice (Purg. 32.105 e Purg. 33.53) e di Cacciaguida (Par. 17.128), non ascondere svolge qui la stessa funzione ivi assolta rispettivamente da scrivere (vd.), segnare (vd.) e fare manifesto (vd.). A proposito della trad. manoscritta, la lezione ascendeva (vd. ascendere) al posto di ascondeva (Purg. 22.95) in Ash Ham, ritenuta da Petrocchi ad l. «adiafora [...], peraltro non sufficientemente documentat[a]», sebbene sia in continuità semantica con levato al v. 94 (vd. levare) e salire al v. 96 (vd. salire 1), è prob. da considerarsi un errore paleografico (frutto dello scambio tra o ed e). Quanto a ricadde (vd. ricadere), tràdito da Co in luogo di s'ascose (Inf. 10.121), per descrivere l'uscita di scena dell'anima di Farinata (cioè l'accasciarsi nella tomba, in opp. a surse al v. 51 e s'era ... levata al v. 54), è possibile che in questa var. si rifletta l'uso dello stesso verbo rif. alla caduta di Cavalcante al v. 72. Infine, sono trascurabili numerosi scambi - talora imputabili a fattori paleografici - tra le forme di asconderenascondere (vd.), che risalgono alla stessa base etimologica e condividono il medesimo valore semantico.
Autore: Irene Angelini.
Data redazione: 10.12.2024.
Data ultima revisione: 29.11.2025.
1 Sottrarre alla vista e alla conoscenza altrui (anche in contesto fig.).
[1] Purg. 22.95: Tu dunque, che levato hai il coperchio / che m'ascondeva quanto bene io dico, / mentre che del salire avem soverchio, / dimmi dov' è Terrenzio nostro antico...
[2] Par. 19.68: Assai t'è mo aperta la latebra / che t'ascondeva la giustizia viva, / di che facei question cotanto crebra...
Pron.
[3] Inf. 9.62: O voi ch'avete li 'ntelletti sani, / mirate la dottrina che s'asconde / sotto 'l velame de li versi strani.
1.1 Pron. Scomparire alla vista; allontanarsi (estens.).
[1] Inf. 10.121: Indi s'ascose; e io inver' l'antico / poeta volsi i passi, ripensando / a quel parlar che mi parea nemico.
[2] Purg. 26.148: Poi s'ascose nel foco che li affina.
1.1.1 Pron. [Rif. al sole:] tramontare.
[1] Par. 22.115: O glorïose stelle, o lume pregno / di gran virtù, dal quale io riconosco / tutto, qual che si sia, il mio ingegno, / con voi nasceva e s'ascondeva vosco / quelli ch'è padre d'ogne mortal vita, / quand' io senti' di prima l'aere tosco...
2 Celare dentro di sé qsa, evitando di manifestarlo o comunicarlo ad altri (fig.).
[1] Par. 2.27: Beatrice in suso, e io in lei guardava; / [[...]]; e però quella / cui non potea mia cura essere ascosa, / volta ver' me, sì lieta come bella, / «Drizza la mente in Dio grata», mi disse, / «che n'ha congiunti con la prima stella».
[2] Par. 27.66: Ma l'alta provedenza, che con Scipio / difese a Roma la gloria del mondo, / soccorrà tosto, sì com' io concipio; / e tu, figliuol, che per lo mortal pondo / ancor giù tornerai, apri la bocca, / e non asconder quel ch'io non ascondo».
[3] Par. 27.66: Ma l'alta provedenza, che con Scipio / difese a Roma la gloria del mondo, / soccorrà tosto, sì com' io concipio; / e tu, figliuol, che per lo mortal pondo / ancor giù tornerai, apri la bocca, / e non asconder quel ch'io non ascondo».