Vocabolario Dantesco
nascondere v.
Commedia 22 (4 Inf., 9 Purg., 9 Par.).
Altre opere8 (2 Vn., 5 Conv., 1 Rime).
2 (2 Fiore).
Commedia nasconda Purg. 21.56 (:); nasconde Inf. 8.12 (:), Purg. 6.138 (:), 8.68 (:), 24.111 (:), 28.30 (:), Par. 2.90 (:), 8.53 (:), 12.51 (:), 23.3 (:), 29.78 (:); nascondea Inf. 22.24; nascondesse Inf. 13.27 (:); nascosa Par. 16.87 (:); nascose Purg. 1.129 (:), 14.25 (:), 31.36 (:), 33.123 (:), Par. 5.136 (:), 15.40 (:), 29.100 (:); nascosta Inf. 27.36 (:).
Altre opere nasconda Rime 19.25; nasconde Conv. 2.1.4, 4.7.3, 4.12.2; nascondere Vn 7.2; nascosa Conv. 1.2.17; nascoso Vn 22.4, Conv. 1.9.6.
nascondo Fiore 121.13 (:); nascosa Fiore 138.7 (:).
Purg. 21.56: ranicchia Po.
Vocabolari: Crusca in rete, ED.
Derivato dell'it. antico ascondere, con pref. locativo in- e successiva aferesi (Nocentini s.v. nascondere). Nascondere è di poco posteriore al verbo di partenza ascondere ma è molto più comune: esso si diffonde a partire dalla seconda metà del sec. XIII (ma l'uso del part. pass. in funzione di agg. è già del XIII pi.di.) e le sue occ. sono di tre volte superiori (cfr. Corpus OVI). La stessa proporzione si verifica nelle opere dantesche, dove sono att. entrambi i tipi con signif. pressoché analoghi. Peraltro, mentre il tipo arcaico (vd. ascondere) è usato da Dante prevalentemente in contesti e valori fig., nascondere è impiegato anche in senso prossimo al valore referenziale. Infatti, esso ha innanzitutto il signif. propr. di 'sottrarre alla vista altrui, mettendo o tenendo da parte' oggetti concreti (a Inf. 22.24, Purg. 24.111) o persone (a Inf. 13.27, Inf. 27.36). Con questo signif. è costruito anche in forma pron. rifl.: rif. a persone a Par. 5.136 e metonim. al volto a Purg. 31.36. Alcuni commentatori accordano valore rifl. anche all'occ. di Inf. 13.27, ma l'interpretazione più accreditata è che si tratti di una forma intr.: cfr. per es. la glossa di Francesco da Buti, Inf. («per noi si nascondesse; cioè non si vedesse da noi»). Sempre in forma pron., invece, è rif. a elementi naturali a Purg. 21.56 e Par. 12.51, dove vale rispettivamente 'stare rinchiuso sotto terra' (rif. ai venti ritenuti responsabili dei terremoti terrestri) e 'tramontare' (rif. al sole; per questo signif. vd. anche ascondere 1.1.1). Con un minimo scarto semantico, nascondere è impiegato nel senso estens. di 'coprire' o 'oscurare': a 'interporsi tra qsa (o qno) e il suo osservatore, impedendogli di vederlo' è quasi sempre un fattore o una qualità ambientale (la nebbia a Inf. 8.12, la caligine a Purg. 1.129, la lucentezza a Par. 8.53 e viceversa il buio a Par. 23.3), più raramente un ogg. concreto (lo specchio a Par. 2.90). Un caso partic. è quello di Par. 29.100, in forma pron. e rif. alla luce del sole, che alla morte di Cristo «si nascose da sé», cioè miracolosamente 'si oscurò, si eclissò (senza l'interposizione della luna)'. Il legame con la sfera semantica della vista è presente anche nell'occ. di Par. 29.78 (cfr. «viso» al v. 77, «vedere» al v. 79), dove è descritto il modo in cui si realizza la contemplazione diretta di Dio, cioè senza nulla 'sia sottratto allo sguardo (e in senso fig. alla conoscenza)'. Sempre con rif. fig. alla vista interiore e alla conoscenza intellettuale, nelle occ. di Purg. 33.123 e Par. 16.87 nascondere vale 'sottrarre alla memoria, obliterare' (nel primo caso un ricordo personale, nel secondo una memoria collettiva) oppure anche 'oscurare', se ci si ricollega alla def. 1.2. Con ulteriore valore trasl., il termine è usato con rif. a qsa di astratto nel senso fig. di 'celare dentro di sé, non manifestare (in partic. con l'uso del linguaggio)' e dunque 'tacere, non rivelare': a Purg. 8.68 l'ogg. sono le ragioni dell'operare divino, incomprensibili all'intelletto umano, e a Purg. 14.25 il nome dell'Arno, non menzionato apertamente ma celato attraverso una perifrasi. Il medesimo signif. fig. è reso anche con una litote a Purg. 6.138, dove non nascondere vale 'mostrare apertamente'. Infine, nel caso di Par. 15.40 il verbo ricorre con un signif. simile a quello di 'non manifestare un pensiero (con chiarezza)', ma in forma pron. rifl. ha l'accezione partic. di 'rendersi incomprensibile', con rif. al modo oscuro di esprimersi di Cacciaguida.
Varianti.  La var. si ranicchia di Po per si nasconda (Purg. 21.56), sebbene sia da ritenersi erronea per motivi di rima, è comunque significativa, considerato che il verbo rannicchiare (vd.) è impiegato da Dante solo una volta come trans. con valore causativo, con rif. al movimento di un sogg. animato, e che l'uso in forma rifl. nel senso di 'ripiegarsi, richiudersi (in sé)' non è att. in antico (cfr. TLIO s.v. rannicchiare). Per alcuni scambi con ascondere nella trad. manoscritta, vd. ascondere, Nota.
Autore: Irene Angelini.
Data redazione: 10.12.2024.
Data ultima revisione: 29.11.2025.
1 Sottrarre o tenere sottratto qsa (o qno) alla vista altrui.
[1] Inf. 13.27: Cred' ïo ch'ei credette ch'io credesse / che tante voci uscisser, tra quei bronchi, / da gente che per noi si nascondesse.
[2] Inf. 22.24: Come i dalfini, quando fanno segno / a' marinar con l'arco de la schiena / che s'argomentin di campar lor legno, / talor così, ad alleggiar la pena, / mostrav' alcun de' peccatori 'l dosso / e nascondea in men che non balena.
[3] Inf. 27.36: «O anima che sè là giù nascosta, / Romagna tua non è, e non fu mai, / sanza guerra ne' cuor de' suoi tiranni...
[4] Purg. 24.111: Vidi gente sott' esso alzar le mani / e gridar non so che verso le fronde, / quasi bramosi fantolini e vani / che pregano, e 'l pregato non risponde, / ma, per fare esser ben la voglia acuta, / tien alto lor disio e nol nasconde.
1.1 Pron. Sottrarsi alla vista altrui.
[1] Purg. 31.36: Piangendo dissi: «Le presenti cose / col falso lor piacer volser miei passi, / tosto che 'l vostro viso si nascose».
[2] Par. 5.136: Sì come il sol che si cela elli stessi / per troppa luce, come 'l caldo ha róse / le temperanze d'i vapori spessi, / per più letizia sì mi si nascose / dentro al suo raggio la figura santa...
1.1.1 %Pron. Stare rinchiuso.
[1] Purg. 21.56: Trema forse più giù poco o assai; / ma per vento che 'n terra si nasconda, / non so come, qua su non tremò mai. ||  Var.: ranicchia Po.
1.1.2 Pron. [Rif. al sole:] tramontare.
[1] Par. 12.51: In quella parte ove surge ad aprire / Zefiro dolce le novelle fronde / di che si vede Europa rivestire, / non molto lungi al percuoter de l'onde / dietro a le quali, per la lunga foga, / lo sol talvolta ad ogne uom si nasconde...
1.2 Impedire la vista di qsa (o qno). Coprire, oscurare (estens.).
[1] Inf. 8.12: Ed elli a me: «Su per le sucide onde / già scorgere puoi quello che s'aspetta, / se 'l fummo del pantan nol ti nasconde».
[2] Purg. 1.129: ond' io, che fui accorto di sua arte, / porsi ver' lui le guance lagrimose; / ivi mi fece tutto discoverto / quel color che l'inferno mi nascose.
[3] Purg. 28.30: Tutte l'acque che son di qua più monde, / parrieno avere in sé mistura alcuna / verso di quella, che nulla nasconde, / avvegna che si mova bruna bruna / sotto l'ombra perpetüa, che mai / raggiar non lascia sole ivi né luna.
[4] Par. 2.90: S' elli è che questo raro non trapassi, / esser conviene un termine da onde / lo suo contrario più passar non lassi; / e indi l'altrui raggio si rifonde / così come color torna per vetro / lo qual di retro a sé piombo nasconde.
[5] Par. 8.53: e se più fosse stato, / molto sarà di mal, che non sarebbe. / La mia letizia mi ti tien celato / che mi raggia dintorno e mi nasconde / quasi animal di sua seta fasciato.
[6] Par. 23.3: Come l'augello, intra l'amate fronde, / posato al nido de' suoi dolci nati / la notte che le cose ci nasconde, / che, per veder li aspetti disïati / [[...]] / previene il tempo in su aperta frasca...
1.2.1 Pron. [Rif. alla luce del sole:] adombrarsi, eclissarsi.
[1] Par. 29.100: Un dice che la luna si ritorse / ne la passion di Cristo e s'interpuose, / per che 'l lume del sol giù non si porse; / e mente, ché la luce si nascose / da sé: però a li Spani e a l'Indi / come a' Giudei tale eclissi rispuose.
1.3 Sottrarre alla conoscenza (fig.).
[1] Par. 29.78: Queste sustanze, poi che fur gioconde / de la faccia di Dio, non volser viso / da essa, da cui nulla si nasconde: / però non hanno vedere interciso / da novo obietto, e però non bisogna / rememorar per concetto diviso...
1.3.1 Gettare nell'oblio, cancellare dalla memoria (fig.).
[1] Purg. 33.123: Questo e altre cose / dette li son per me; e son sicura / che l'acqua di Letè non gliel nascose».
[2] Par. 16.87: E come 'l volger del ciel de la luna / cuopre e discuopre i liti sanza posa, / così fa di Fiorenza la Fortuna: / per che non dee parer mirabil cosa / ciò ch'io dirò de li alti Fiorentini / onde è la fama nel tempo nascosa.
2 Tenere dentro di sé qsa, evitando di comunicarlo ad altri (fig.).
[1] Purg. 8.68: Poi, vòlto a me: «Per quel singular grado / che tu dei a colui che sì nasconde / lo suo primo perché, che non lì è guado, / quando sarai di là da le larghe onde, / dì a Giovanna mia che per me chiami / là dove a li 'nnocenti si risponde.
[2] Purg. 14.25: E l'altro disse lui: «Perché nascose / questi il vocabol di quella riviera, / pur com' om fa de l'orribili cose?».
[Con sogg. inanimato].
[3] Purg. 6.138: Or ti fa lieta, ché tu hai ben onde: / tu ricca, tu con pace e tu con senno! / S' io dico 'l ver, l'effetto nol nasconde.
2.1 Pron. Non esprimersi in modo chiaro, rendersi incomprensibile (fig.).
[1] Par. 15.40: Indi, a udire e a veder giocondo, / giunse lo spirto al suo principio cose, / ch'io non lo 'ntesi, sì parlò profondo; / né per elezïon mi si nascose, / ma per necessità, ché 'l suo concetto / al segno d'i mortal si soprapuose.