Vocabolario Dantesco
liquare v.
Commedia 1 (1 Par.).
Commedia liqua Par. 15.1 (:).
Vocabolari: Crusca in rete, ED.
Latinismo da liquare nella sua forma passiva (si liqua < liquatur ‘si scioglie, si stempera’) oppure da liquere (< liquet ‘si manifesta, è chiaro’), ma quest’ultima soluzione, che implica anche un metaplasmo di coniug. dalla II alla I, risulta meno diretta sul piano fono-morfologico. Sul piano semantico, invece, le due proposte risultano parimenti accettabili, benché non equivalenti. La prima, che consente di assegnare a liquare il suo valore propr., dotato di una connotazione più specif. tecnica (per cui vd. anche il corradicale liquefare), ha senz’altro dalla sua una maggior ricercatezza e forza espressiva: l’amore del vero bene ‘si risolve’ e si trasforma in «benigna voluntade» (v. 1). La seconda proposta è più evidentemente intelligibile – l’amore del vero bene ‘si manifesta’ nella «benigna voluntade» – e, non a caso, si offre come l’unica lettura ammessa dall’esegesi antica fino a tempi relativamente recenti (cfr. ED s.v. liquare; DDP, ad l.; così anche le prime quattro impressioni del Vocabolario degli Accademici, ma cfr. Crusca (5) s.v. liquare). Allo stesso modo, per es., il verbo è inteso da Iacomo della Lana («si liqua, çoè sì se mostra in la ‘voluntà benigna’»), Benvenuto da Imola («idest, in qua liquido et clare ostenditur») o Francesco da Buti («cioè si manifesta: questo è vocabulo grammaticale, che viene a dire quello che detto è»). Prima di Dante, liquare è att. in un volg. fior. del Liber de amore et dilectione Dei di Albertano, databile al 1275: «Et certo sì come sole la cera liqua (e) ala t(er)ra i(n)dura», Albertano volg., L. III, cap. 37, p. 215.5 (cfr. Corpus OVI; traduce il lat.: «quia ceram liquefacit»). Nello stesso testo è doc. anche l’uso dell’agg. liquato («[[scil. uomini]] dissoluti et liquati», indipendente dall’originale lat.). 
Autore: Barbara Fanini.
Data redazione: 03.04.2020.
Data ultima revisione: 04.05.2020.
1 Pron. Risolversi (in altra sostanza), sciogliersi (in contesto fig.). ||  Ma cfr. Nota.
[1] Par. 15.1: Benigna volontade in che si liqua / sempre l'amor che drittamente spira, / come cupidità fa ne la iniqua, / silenzio puose a quella dolce lira...