Vocabolario Dantesco
essordio s.m.
Commedia 1 (1 Purg.).
Commedia essordia Purg. 16.19 (:).
Latinismo da exordium (DELI 2 s.v. esordire). Il sost. si presenta come termine tecnico della retorica classica nel signif. propr. di 'parte iniziale dell'orazione', att. in volg. a partire da Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (cfr. TLIO s.v. esordio). Quest'ultima accezione circola in tutta la latinità (cfr. TLL s.v. exordium 5, 2, 1566; DMLBS s.v. § 4) ed è avvalorata dai principali lessici medievali (Isidoro, Etimol., II.7.1: «Partes orationis in Rhetorica arte quattuor sunt: exordium, narratio, argumentatio, conclusio. Harum prima auditoris animun provocat»; Cecchini, Uguccione, O 41, 10: «exordium -dii, idest inceptio [...] in causis proprie et epistulis et locutionibus»). Nel passo dantesco, il signif. propr. del termine è riadattato in senso estens. per indicare le parole iniziali con cui gli spiriti degli iracondi recitano le tre invocazioni liturgiche dell'«Agnus Dei». Ancora influenzato dalle regole della retorica è il commento di Benvenuto da Imola, ad l.: «eran le loro esordia, idest, principia captantia benevolentiam, et inducentia Deum ad commiserationem»; più adeguato Daniello con «i principij del loro cantare». Se si esclude l'ambito retorico, si osserva che exordium ed exordia sono tradotti dai volgarizzatori due e trecenteschi con equivalenti più generici, quali cominciamento o principio, o ancora evitati per mezzo di perifrasi: per es. nell’Eneide volg. 6 L.IV: «quae prima exordia sumat» è reso da Ciampolo Ugurgieri con «com'egli entri a parlare a lei» (cfr. Corpus CLaVo). In Purg. 16.19 la forma femm. in -a (le essordia) è continuazione del neutro plur. lat. (cfr. Parodi, Lingua, vol. II, p. 247; Rohlfs, § 368; Inglese, Note di grammatica storica, § 368, con vari altri esempi della Commedia: le peccata, le pugna, ecc.), dando luogo alla rima in -ordia (con misericordia 17 e con concordia 21), unica nel poema (Inglese, ad l.). Il vocabolo è ripreso con la stessa accezione e in posizione di rima, anche con concordia, solo in Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67, 2, 12.85, Ira son io 6. Con altri signif., invece, il sost. ricorre più volte nei commentatori in relazione all'interpretazione di alcuni passi danteschi (cfr. TLIO s.v.). Nel valore estens. di 'inizio, origine', i lat. exordia ed exordium sono impiegati da Dante rispettivamente in Ep. 1.2 e in Ep. 6.6.
Autore: Francesca De Cianni.
Data redazione: 27.09.2018.
Data ultima revisione: 11.06.2021.
1 [Ret.] Parole iniziali (di una preghiera) (estens.). ||  Propr. Parte iniziale di un'orazione (o di un'epistola).
[1] Purg. 16.19: Io sentia voci, e ciascuna pareva / pregar per pace e per misericordia / l'Agnel di Dio che le peccata leva. / Pur 'Agnus Dei' eran le loro essordia...