putire v.
Nota:Latinismo da
putere, con metaplasmo di coniug. (Nocentini s.v.
putire); corradicale di
putto (vd.). Il verbo è att. nel lat. classico e mediev. con l'accezione primaria di 'essere marcio, putrefatto tanto da puzzare', da cui per estensione 'emanare cattivo odore' (cfr. TLL s.v.
puteo, -ere, 10, 2.2748.61; OLD s.v. e DMLBS s.v.
putere; vd. anche Cecchini,
Uguccione, P 126 1: «idest fetere»), accanto all'incoativo
putescere o
putiscere, rif. in partic. all'odore fetido di acqua stagnante (cfr. OLD s.v.
putesco, -
ere, Vitr. I.4.12: «paludes... putescunt»). Nell'it. antico
putire è doc. per la prima volta in
Uguccione da Lodi, Libro, agli inizi del sec. XIII, e conosce una certa diffusione anche in contesti fig. (cfr. TLIO s.v.
putire). Esso è inoltre è registrato, insieme all'agg.
putente (TLIO s.v.), in alcuni volgarizzamenti due e trecenteschi, come traducente del verbo lat.
extabescere, del sost.
foetor o degli agg.
olens e
puter e del fr.
puant (cfr.
Corpus DiVo). Nell'unica occ. di
Inf. 6.12 il verbo si riferisce propr. al fetore che esala il pantano prodotto dalla
piova (v. 7; vd.), mistura di acqua putrida, grandine e neve che flagella i golosi nel terzo cerchio. Alcuni commentatori, come Benvenuto da Imola («Sicut enim aliquando foetet terra propter pluviam, ita corpus gulosi foetet»), colgono un collegamento tra il fango maleodorante e il puzzo dei dannati causato dal vizio della gola, forse anche sulla scorta di Ag.
Sermones supp. CCXCIV: «ebriosi paludibus comparantur...» (cfr. Bellomo, p. 93). Altri rilevano più specif. una connotazione morale; ad es. il
Falso Boccaccio (ed. Vernon) chiosa: «La terra pute del fastidio ch'escie di loro e questa è lla grandine la neve e ll'acqua che piove sopra questi tali gholosi e ghiotti. Che per la disordinata vita naschono le varie passioni chalde e fredde le quali consumano il corpo dell'uomo». Lo stesso verbo è usato dagli esegeti in altri contesti per spiegare l'esalazione di acqua stagnante, come
Boccaccio, Esposizioni, a
Inf. 9.30-33 con rif. alla palude Stige: «
che 'l gran puzo spira, cioè essala: e in questo dimostra la natura universale de' paduli, li quali tutti putono per l'acqua, la quale in essi per lo star ferma si corrompe e, corrotta, pute» (per cui vd.
puzzo e
pozza).
Autore: Francesca De Cianni 14.10.2022 (ultima revisione: 25.03.2024).