Vocabolario Dantesco

Accademia della Crusca - CNR Opera del Vocabolario Italiano

Vocabolario Dantesco

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ornare v.
Frequenza:
Commedia 2 (2 Purg.).
Altre opere4 (3 Conv., 1 Rime).
Lista forme e index locorum:
Commedia ornar Purg. 21.90, 22.108.
Altre opere ornare Conv. 1.3.8, 3.4.8, 3.4.8; ornarsi Rime 11.34.
Locuz. e fras.: Ornare di lauro 1, ornare di mirto 1.
Corrispondenze:
Voce corrispondente nelle opere latine di Dante: VDL.
Testi italiani antichi:
Corpus OVI,
DiVo,
LirIO,
Prosa fior. sec. XIII,
Petrarca e Boccaccio.
Vocabolari: TLIO, Crusca in rete, ED.
Nota:Latinismo da ornare, forma sincopata di *ordinare, che vale 'disporre, apparecchiare' e quindi 'abbellire, acconciare' (Nocentini s.v. ornare); nel lat. mediev. assume anche i signif. di 'abbellire con le parole', 'rendere onore' e 'testimoniare, certificare' (vd. DMLBS s.v.). Il verbo, ampiamente diffuso nell'it. antico con diverse sfumature semantiche, è att. per la prima volta nelle St. de Troia e de Roma Amb. (1252/58) con il signif. di 'abbellire con l'aggiunta di elementi decorativi (anche a scopo rituale o cerimoniale)' (vd. TLIO s.v. ornare). In entrambe le att. della Commedia, il verbo ornare è detto delle tempie o della fronte, in locuz. che alludono all'incoronazione poetica, fatta cingendo la testa con corone di lauro o mirto (per cui vd. lauromirto). A Purg. 21.90 è evidente il rif. a Stazio, a Purg. 22.108 ai poeti antichi Euripide, Antifonte, Simonide e Agatone. Francesco da Buti commenta entrambi i passi: «cioè coronarmi poeta», Purg. 21.90; «cioè li quali nel tempo passato si coronarono d'allorio, come fu ditto di sopra», Purg. 22.108. In altre opere dantesche il verbo assume varie sfumature di signif., che rientrano nell'uso volg. (per cui cfr. TLIO s.v. ornare; vd. anche ED s.v. ornare): 'rendere più bello, presentare come migliore' (Conv. 1.3.8); con valore rifl., 'abbellirsi con vesti ricercate' (Rime 11.34); 'dare lustro (a qsa), rendere migliore; far risaltare' (Conv. 3.4.8).
Locuz. e fras. Per ornare di lauro ornare di mirto vd. Nota.
1 Ornare di lauro, di mirto: incoronare in segno di eccellenza poetica, consacrare poeta (fig.).
[1] Purg. 21.90: Tanto fu dolce mio vocale spirto, / che, tolosano, a sé mi trasse Roma, / dove mertai le tempie ornar di mirto.
[2] Purg. 22.108: Euripide v'è nosco e Antifonte, / Simonide, Agatone e altri piùe / Greci che già di lauro ornar la fronte.


Autore: Valentina Iosco 24.07.2026 (ultima revisione: 24.07.2026).