Vocabolario Dantesco
canna s.f.
Commedia 2 (2 Inf.).
Commedia canna Inf. 28.68 (:); canne Inf. 6.27 (:).
Voce corrispondente nelle opere latine di Dante: VDL.
Testi italiani antichi:
Corpus OVI,
DiVo,
LirIO,
Prosa fior. sec. XIII,
Petrarca e Boccaccio.
Vocabolari: TLIO, Crusca in rete, ED.
Dal lat. canna (LEI s.v., 10, 1009.33). In it. antico il vocabolo, che designa propr. una pianta graminacea dal fusto lungo e sottile, è att. a partire da un Doc. savon. del 1178-82 col signif. di 'attrezzo da pesca' (cfr. TLIO s.v. canna); anche per assimilazione alla caratteristica forma tubulare della canna, esso rimanda a diverse accezioni tecniche, compresa quella anat. di 'gola', 'trachea', registrata dapprima nelle St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 e frequente in testi di diverse aree geo-linguistiche, soprattutto all'interno di sintagmi ed espressioni fras. (cfr. ancora LEI s.v., 10, 1095-98; TLIO s.v., 5), ma già propria del lat. «arteria; canna gutturis, pulmonis» (cfr. TLL s.v. canna, 3, 262.43-46; MLW s.v., 2, 1 168.66). Con questo valore, il termine, preceduto dal sinon. gola (vd.) di Inf. 6.14 e 28.64 e accostato ad altri termini anat., ricorre in due contesti infernali di crudo realismo e in rima, per definire le gole fameliche di Cerbero (a Inf. 6.27) e la gola tagliata di un dannato dalla quale fuoriesce il flusso di voce (a Inf. 28.68). Entrambe le immagini sono ricalcate su passi virgiliani: la prima su Verg., Aen., VI 421, la seconda su Aen. VI 487-488 e 494-497. Il gesto di gettare (qsa) dentro alle canne si ricava anche nelle St. de Troia e de Roma Laur., dove l'espressione «gettare in canna» assume il senso fras. di 'far ingollare', a indicare l'atto di inghiottire avidamente senza masticare (vd. TLIO s.v., 5.3). Il vocabolo è impiegato anche in Eg. 4.51 per riferirsi alle parti di cui è composto lo strumento a canne, insieme all'agg. cannea 'di canna' in Eg. 4.37 (cfr. VDL s.vv. canna, -ae e canneus, -a, -um).
Autore: Francesca De Cianni.
Data redazione: 21.12.2023.
Data ultima revisione: 29.11.2024.
1 [Anat.] Cavità anatomica della gola che consente il passaggio del cibo, dell'aria e della voce (rif. tanto a un animale mostruoso quanto a un dannato).
[1] Inf. 6.27: E 'l duca mio distese le sue spanne, / prese la terra, e con piene le pugna / la gittò dentro a le bramose canne
[2] Inf. 28.68: Un altro, che forata avea la gola / e tronco 'l naso infin sotto le ciglia, / e non avea mai ch'una orecchia sola, / ristato a riguardar per maraviglia / con li altri, innanzi a li altri aprì la canna, / ch'era di fuor d'ogne parte vermiglia...