Vocabolario Dantesco
nascosto agg.
Commedia 2 (1 Purg., 1 Par.).
Commedia nascosta Par. 21.55 (:); nascosto Purg. 19.84 (:). [+var.: riposto Co - Ed. Crusca Inf. 10.19].
Inf. 10.19: riposto Co - Ed. Crusca.
Vocabolari: Crusca in rete, ED.
Part. pass. dell'it. nascondere, secondo il modello di posto da ponere (LEI s.v. abscondere, 1, 163.22), è doc. con valore agg. fin dal sec. XIII pi.di, in oscillazione con il tipo nascoso, rispetto al quale è meno diffuso (cfr. Corpus OVI). Nella Commedia esso compare solo due volte, dove viene preferito a nascoso (vd.) o ad ascoso (vd.) prob. per esigenze di rima, analogamente a quanto accade per le corrispondenti forme del part. pass. (vd. nascondere). L'occ. di Purg. 19.84 è stata spiegata dai commentatori in due modi diversi, a seconda del valore dato al sogg. cui si riferisce (vd. altro). La prima interpretazione accorda all'agg. il signif. propr. di 'sottratto alla vista', rif. a persona, cioè al penitente che, essendo prostrato a terra, non è visibile in volto e dunque non è riconoscibile. La seconda interpretazione, invece, si sposta sul piano fig. e dà a nascosto il valore di 'non espresso' o 'non comprensibile', con rif. alle parole di Adriano V. La semantica dell'agg. rende plausibili entrambe le letture, ma la prima sembra preferibile dal momento che, come osserva Chiavacci Leonardi, ad l., «rientra nella consueta dinamica degli incontri: sapere chi ha parlato, chiedere chi egli sia». Inoltre, che nascosto vada inteso in senso concreto sembra suggerito da numerosi rif. al senso della vista, come avvisare (vd.) nello stesso v., ma anche occhi (vd. occhio) al v. seguente, vista (vd.) al v. 87, e forse notare (vd.) al v. 90, ai quali si contrappone parlare (vd.) al v. 84, che richiama invece il senso dell'udito. Anche a Par. 21.55 si ha nascosto con rif. a una persona impossibile da vedere, cioè l'anima di San Pier Damiani, che è avvolta dalla luce della propria beatitudine (motivo identico a quello di Par. 8.53, dove il verbo nascondere (vd.) ricorre accanto a letizia). L'impiego dell'agg. nel senso fig. di 'chiuso dentro di sé' e quindi 'inespresso', con rif. a qsa di astratto 'celato alla conoscenza altrui', è peraltro doc. dalla var. nascosto al posto di riposto (Inf. 10.19) in Co e Crusca.
Autore: Irene Angelini.
Data redazione: 20.05.2025.
Data ultima revisione: 29.11.2025.
1 Sottratto alla vista.
[1] Purg. 19.84: Così pregò 'l poeta, e sì risposto / poco dinanzi a noi ne fu; per ch'io / nel parlare avvisai l'altro nascosto, / e volsi li occhi a li occhi al segnor mio: / ond' elli m'assentì con lieto cenno / ciò che chiedea la vista del disio. 
[2] Par. 21.55: La mia mercede / non mi fa degno de la tua risposta; / ma per colei che 'l chieder mi concede, / vita beata che ti stai nascosta / dentro a la tua letizia, fammi nota / la cagion che sì presso mi t'ha posta...
[ 2 +var. Chiuso dentro di sé (con rif. a un pensiero, un desiderio); non detto o non manifestato, inespresso (fig.). ]
[1] Inf. 10.19: E io: «Buon duca, non tegno riposto / a te mio cuor se non per dicer poco, / e tu m'hai non pur mo a ciò disposto». ||  nascosto Co - Ed. Crusca.