Vocabolario Dantesco
universale agg.
Commedia 1 (1 Par.).
Altre opere15 (15 Conv.).
Commedia universal Par. 33.91.
Altre opere universale Conv. 1.7.9, 3.4.10, 3.4.12, 3.8.13, 4.4.6, 4.4.6, 4.4.8, 4.5.8, 4.9.2, 4.9.3, 4.26.3; universali Conv. 2.4.5, 4.21.5; universalissima Conv. 3.6.5; universalissimo Conv. 1.8.3.
Voce corrispondente nelle opere latine di Dante: VDL.
Testi italiani antichi:
Corpus OVI,
DiVo,
LirIO,
Prosa fior. sec. XIII,
Petrarca e Boccaccio.
Vocabolari: Crusca in rete, ED.
Dal lat. universalis (DELI 2 s.v. universo). L'agg. universalis è ampiamente att. nel corpus lat. dantesco coi signif. di 'considerato tutto insieme o tutto intero; tutto quanto' e 'che riguarda, coinvolge o comprende la totalità degli elementi inclusi in un insieme' (solitamente rappresentato dall'intera collettività umana). Talvolta l'agg. ricorre in opp. a particularis, con rif. a certe dottrine filosofiche (per es. quella platonica e quella aristotelica) basate sulla distinzione logica tra universale e particolare, cioè tra il tutto e la parte (cfr. VDL s.vv. particularis, universalis). Lo spettro semantico succitato (compresa l'opp. tra universale e particolare) si rintraccia anche per il volg. universale, att. nell'it. antico a partire dalla seconda metà del sec. XIII (cfr. Corpus OVI) e frequente nella prosa filosofica del Convivio, dove ricorre anche nella forma del superl. assol. (universalissima a Conv. 3.6.5, universalissimo a Conv. 1.8.3). Nella Commedia l'agg. è invece att. una singola volta, a Par. 33.91, al culmine del viaggio ultraterreno dantesco: il pellegrino, giunto al cospetto di Dio, è finalmente in grado di contemplare l'intera forma del nodo (vd.) che lega insieme tutti gli elementi dell'universo, ossia «l'idea archetipo, quell'idea del mondo, uno nella mente di Dio, che informa e tiene unita la molteplicità del creato» (Chiavacci Leonardi ad l.). Si segnala, infine, che nel ms. Pr. è att. la var. universal in luogo di general nel passo di Par. 31.52 («La forma general di paradiso / già tutta mïo sguardo avea compresa)», lez. che nel contesto assumerebbe lo stesso signif. di generale (vd.), ossia 'intero, complessivo'.
Autore: Francesca Spinelli.
Data redazione: 13.03.2025.
Data ultima revisione: 27.03.2025.
1 Considerato tutto intero; tutto quanto.
[1] Par. 33.91: La forma universal di questo nodo / credo ch'i' vidi, perché più di largo, / dicendo questo, mi sento ch'i' godo.