Vocabolario Dantesco
spiga s.f.
Commedia 1 (1 Purg.).
Altre opere3 (3 Conv.).
Commedia spiga Purg. 16.113 (:).
Altre opere spiga Conv. 4.7.3; spighe Conv. 4.7.3, 4.7.4.
Dal lat. spica (DELI 2 s.v. spiga), che vale propr. 'punta', rif. in partic. all'infiorescenza allungata del grano o di altre piante e per estens. a oggetti di forma simile (cfr. Lewis-Short s.v. spica). La voce è diffusa in it. antico fin dal sec. XIII e si trova impiegata, fin dalle prime att., non solo in contesti che pertengono propr. all'ambito bot. o agr., ma anche nei testi letterari di genere didattico relig., con rif. fig. al processo di generazione o di crescita (cfr. TLIO s.v. spiga). Dante usa questo termine con valore referenziale nel Conv., mentre nell'unica occ. nella Commedia lo carica di valore simbolico: a Purg. 16.113 la voce è legata ad altri rif. all'ambito vegetale, come i sost. erba (vd.) e seme (vd.) usati nella metaf. biblica del v. successivo, e indica per sineddoche il 'frutto', nel senso fig. di 'esito, effetto (di qsa)'. La frase pon mente a la spiga è un invito a rivolgere l'attenzione alle 'conseguenze' dell'unione forzata e della confusione tra potere temporale e spirituale, che Marco Lombardo individua tra le cause della corruzione morale e politica del suo tempo.
Autore: Irene Angelini.
Data redazione: 02.09.2019.
Data ultima revisione: 29.11.2025.
1 Frutto, effetto (di qsa) (fig.). ||  Propr. Infiorescenza dei cereali.
[1] Purg. 16.113: se non mi credi, pon mente a la spiga, / ch'ogn' erba si conosce per lo seme.