scrivere v.
| Commedia |
31 (8 Inf., 7 Purg., 16 Par.). |
| Altre opere | 64 (21 Vn., 38 Conv., 5 Rime). 5 (4 Fiore, 1 Detto). |
| Commedia |
scripto Purg. 2.48 (:); scrisse Inf. 5.137 (:), 24.100 (:), Par. 19.8, 24.62, 25.30 (:), 29.37; scrissi Inf. 26.82 (:), Par. 20.30 (:); scritte Inf. 3.11; scritto Purg. 33.76, Par. 16.15, 17.91, 25.53 (:), 29.40; scriva Purg. 31.99 (:), Par. 19.72 (:); scrive Inf. 28.12, Par. 8.120 (:), Purg. 21.7, 32.105 (:); scrivere Purg. 33.137; scriveste Par. 24.137 (:); scrivesti Inf. 2.8; scrivi Purg. 33.55 (:), Par. 18.130 (:); scrivo Inf. 15.88 (:), 34.23 (:), Par. 5.85 (:), 24.25 (:); scrivon Par. 19.114. |
| Altre opere |
scrisse Conv. 3.5.6; scrissi Vn 3.9, 30.1; scritta Conv. 4.9.8, Rime 55.13; scritte Vn 1, 2.10, Conv. 1.7.8, 2.14.18, 3.4.8; scritto Vn 13.4, 19.20, 39.8-10.13, Conv. 1.11.4, 2.12.3, 3.2.4, 3.6.5, 3.6.11, 3.7.2, 3.14.6, 4.5.5, 4.9.8, 4.12.14, 4.16.1, 4.17.10, 4.19.4, 4.21.9, 4.26.8, 4.27.6, Rime d. 9.1, 16.16, 31.4, 73.13; scriva Vn 31.2; scrive Conv. 1.12.3, 3.2.4, 3.11.3, 4.6.18, 4.23.13, 4.23.14, 4.24.8, 4.24.16, 4.27.17; scrivendo Conv. 4.12.8; scrivere Vn 5.4, 24.6, 30.2, 34.3, Conv. 4.9.9; scriverne Vn 13.7; scriverò Vn 5.4, 6.2, 7.2; scrivessi Vn 30.2, 30.3; scrivo Vn 30.2, 30.3, Conv. 3.5.22, 4.27.11; scrivola Conv. 4.6.11; scrivono Vn 14.14, Conv. 4.24.3. scritto Fiore 171.11, Detto 133; scriver Fiore 110.10. |
Dal lat.
scribere 'tracciare, delineare, scrivere' (cfr. Nocentini s.v.). Il verbo, nell'it. antico, è att. sin dal XII-XIII sec. perlopiù nel contesto notarile e nel signif. propr. di 'tracciare, su un supporto scrittorio, i segni grafici di un sistema di scrittura' (cfr.
Corpus OVI). Nella
Commedia,
scrivere assume svariate sfumature di signif. che conferiscono al verbo una particolare profondità semantica. Dante, infatti, con
scrivere fa rif. sia all'azione dello
scrittore di tracciare dei caratteri (vd.
Inf. 24.100,
Purg. 33.55,
Purg. 33.76,
Par. 19.8,
Par. 19.114,
Par. 24.25,
Par. 24.62,
Par. 18.130), o di incidere una
scritta come a
Inf. 3.11, sia, in senso più astratto, al narrare qsa in un testo scritto (vd.
Inf. 34.23,
Purg. 2.48,
Purg. 31.99,
Purg. 32.105,
Purg. 33.137,
Par. 5.85,
Par. 16.15,
Par. 19.72,
Par. 24.137,
Par. 25.30,
Par. 29.37,
Par. 29.40). Si osserva inoltre che
scrivere vale in partic. 'affermare, stabilire o codificare qsa in un testo scritto' quando il poeta richiama esplicitamente una verità storica, filosofica o teologica che viene sostenuta da un autore - Livio, Aristotele e l'evangelista Luca - o da Dio (vd.
Inf. 28.12,
Purg. 21.7,
Par. 8.120,
Par. 25.53). Il verbo, tuttavia, nella prima cantica rende anche il concetto di 'comporre un'opera letteraria', ove è indicata la scrittura del libro che fece innamorare Paolo e Francesca (vd.
Inf. 5.137) e degli
alti versi di Virgilio (vd.
Inf. 26.82). Ricorre ancora
scrivere, ma in senso fig., quando Dante vuole esprime l'impressione di una visione o di un messaggio nella sua memoria o nel suo cuore (
Inf. 2.8,
Inf. 15.88,
Par. 17.91,
Par. 20.30), enfatizzando, pertanto, l'aspetto conservativo che è connaturato a tutto ciò che è scritto. Tra gli antichi commentatori, Benvenuto da Imola sembra cogliere il senso del verbo a
Inf. 5.137, chiosando quindi «chi lo scrisse», rif. al libro dei due amanti, come «idest et autor libri» (
Inf. 5.137). All'accezione fig. di
scrivere, invece, ampiamente doc. nello schema retorico del "simbolismo del libro" (vd. Curtius,
La Littérature européenne et le Moyen Age Latin, pp. 399-408 ed
ED), si avvicina perlopiù
Boccaccio, che chiosa, per
Inf. 2.8, «cioè in te racogliesti», e per
Inf. 15.88, «della mia futura fortuna, scrivo, nella mia memoria», similmente a Benvenuto da Imola che intende ancora «scilicet in memoria, ut postea scribam in libro». La ramificazione semantica dantesca di
scrivere si estende nella trad. letteraria successiva alla
Commedia (vd. GDLI s.v.
scrivere) e permane tutt'oggi nell'it. dell'uso (vd. GRADIT s.v.
scrivere).
Autore: Francesca Carnazzi.
Data redazione: 13.12.2023.
Data ultima revisione: 23.01.2026.
1 Tracciare simboli alfabetici (gen. con l'inchiostro su di un foglio di carta), registrare per iscritto.
[1] Inf. 24.100: Né O sì tosto mai né I si scrisse...
[2] Purg. 33.55: E aggi a mente, quando tu le scrivi, / di non celar qual hai vista la pianta...
[3] Purg. 33.76: sì che t'abbaglia il lume del mio detto, / voglio anco, e se non scritto, almen dipinto...
[4] Par. 19.8: E quel che mi convien ritrar testeso, / non portò voce mai, né scrisse incostro, / né fu per fantasia già mai compreso...
[5] Par. 19.114: poran dir li Perse a' vostri regi, / come vedranno quel volume aperto / nel qual si scrivon tutti suoi dispregi?...
[6] Par. 24.25: Però salta la penna e non lo scrivo: / ché l'imagine nostra a cotai pieghe, / non che 'l parlare, è troppo color vivo.
[7] Par. 24.62: E seguitai: «Come 'l verace stilo / ne scrisse, padre, del tuo caro frate / che mise teco Roma nel buon filo...
[8] Par. 18.130: Ma tu che sol per cancellare scrivi, / pensa che Pietro e Paulo, che moriro / per la vigna che guasti, ancor son vivi.
– Incidere una scritta (sulla pietra).
[1] Inf. 3.11: Queste parole di colore oscuro / vid' ïo scritte al sommo d'una porta...
2 Trasporre in simboli alfabetici un pensiero, un concetto; riferire o narrare qsa per iscritto.
[1] Inf. 34.23: Com' io divenni allor gelato e fioco, / nol dimandar, lettor, ch'i' non lo scrivo, / però ch'ogne parlar sarebbe poco. / Io non mori' e non rimasi vivo; / pensa oggimai
[2] Purg. 2.48: 'In exitu Isräel de Aegypto' / cantavan tutti insieme ad una voce / con quanto di quel salmo è poscia scripto.
[3] Purg. 31.99: 'Asperges me' sì dolcemente udissi, / che nol so rimembrar, non ch'io lo scriva.
[4] Purg. 32.105: carro tieni or li occhi, e quel che vedi, / ritornato di là, fa che tu scrive».
[5] Purg. 33.137: S' io avessi, lettor, più lungo spazio / da scrivere, i' pur cantere' in parte / lo dolce ber che mai non m'avria sazio...
[6] Par. 5.85: Così Beatrice a me com' ïo scrivo / poi si rivolse tutta disiante / a quella parte ove ‘l mondo è più vivo.
[7] Par. 16.15: onde Beatrice, ch'era un poco scevra, / ridendo, parve quella che tossio / al primo fallo scritto di Ginevra.
[8] Par. 19.72: l'Indo, e quivi non è chi ragioni / di Cristo né chi legga né chi scriva...
[9] Par. 24.137: per Moïsè, per profeti e per salmi, / per l'Evangelio e per voi che scriveste / poi che l'ardente Spirto vi fé almi...
[10] Par. 25.30: «Inclita vita per cui la larghezza / de la nostra basilica si scrisse, / fa risonar la spene in questa altezza...
[11] Par. 29.37: Ieronimo vi scrisse lungo tratto / di secoli de li angeli creati...
[12] Par. 29.40: ma questo vero è scritto in molti lati / da li scrittor de lo Spirito Santo...
2.1 Comporre un'opera letteraria.
[1] Inf. 5.137: Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse / quel giorno più non vi leggemmo avante.
[2] Inf. 26.82: s'io meritai di voi assai o poco / quando nel mondo li alti versi scrissi, / non vi movete...
2.2 Affermare autorevolmente, insegnare una verità (rif. a un autore, a un testo).
[1] Inf. 28.12: e per la lunga guerra / che de l'anella fé sì alte spoglie, / come Livïo scrive, che non erra, / con quella che sentio di colpi doglie...
[2] Purg. 21.7: Ed ecco, sì come ne scrive Luca / che Cristo apparve a' due ch'erano in via...
[3]
Par. 8.120:
«E puot’elli esser, se giù non si vive / diversamente per diversi offici? / Non, se ‘l maestro vostro ben vi scrive».
– Fig. Stabilire, prescrivere (con rif. alla volontà divina).
[4] Par. 25.53: «La Chiesa militante alcun figliuolo / non ha con più speranza, com' è scritto / nel Sol che raggia tutto nostro stuolo...
3 Fig. Imprimere profondamente una visione o un messaggio nella memoria o nel cuore.
[1] Inf. 2.8: o mente che scrivesti ciò ch'io vidi...
[2] Inf. 15.88: Ciò che narrate di mio corso scrivo, / e serbolo a chiosar con altro testo...
[3] Par. 17.91: e portera'ne scritto ne la mente / di lui, e nol dirai»...
[4] Par. 20.30: per lo suo becco in forma di parole, / quali aspettava il core ov' io le scrissi.