Purg. 21.56: ranicchia Po.
Derivato dell'it. antico
ascondere, con pref. locativo
in- e successiva aferesi (Nocentini s.v.
nascondere).
Nascondere è di poco posteriore al verbo di partenza
ascondere ma è molto più comune: esso si diffonde a partire dalla seconda metà del sec. XIII (ma l'uso del part. pass. in funzione di agg. è già del XIII pi.di.) e le sue occ. sono di tre volte superiori (cfr.
Corpus OVI). La stessa proporzione si verifica nelle opere dantesche, dove sono att. entrambi i tipi con signif. pressoché analoghi. Peraltro, mentre il tipo arcaico (vd.
ascondere) è usato da Dante prevalentemente in contesti e valori fig.,
nascondere è impiegato anche in senso prossimo al valore referenziale. Infatti, esso ha innanzitutto il signif. propr. di 'sottrarre alla vista altrui, mettendo o tenendo da parte' oggetti concreti (a
Inf. 22.24,
Purg. 24.111) o persone (a
Inf. 13.27,
Inf. 27.36). Con questo signif. è costruito anche in forma pron. rifl.: rif. a persone a
Par. 5.136 e metonim. al volto a
Purg. 31.36. Alcuni commentatori accordano valore rifl. anche all'occ. di
Inf. 13.27, ma l'interpretazione più accreditata è che si tratti di una forma intr.: cfr. per es. la glossa di
Francesco da Buti, Inf. («per noi si nascondesse; cioè non si vedesse da noi»). Sempre in forma pron., invece, è rif. a elementi naturali a
Purg. 21.56 e
Par. 12.51, dove vale rispettivamente 'stare rinchiuso sotto terra' (rif. ai venti ritenuti responsabili dei terremoti terrestri) e 'tramontare' (rif. al sole; per questo signif. vd. anche
ascondere 1.1.1). Con un minimo scarto semantico,
nascondere è impiegato nel senso estens. di 'coprire' o 'oscurare': a 'interporsi tra qsa (o qno) e il suo osservatore, impedendogli di vederlo' è quasi sempre un fattore o una qualità ambientale (la nebbia a
Inf. 8.12, la caligine a
Purg. 1.129, la lucentezza a
Par. 8.53 e viceversa il buio a
Par. 23.3), più raramente un ogg. concreto (lo specchio a
Par. 2.90). Un caso partic. è quello di
Par. 29.100, in forma pron. e rif. alla luce del sole, che alla morte di Cristo «si nascose da sé», cioè miracolosamente 'si oscurò, si eclissò (senza l'interposizione della luna)'. Il legame con la sfera semantica della vista è presente anche nell'occ. di
Par. 29.78 (cfr. «viso» al v. 77, «vedere» al v. 79), dove è descritto il modo in cui si realizza la contemplazione diretta di Dio, cioè senza nulla 'sia sottratto allo sguardo (e in senso fig. alla conoscenza)'. Sempre con rif. fig. alla vista interiore e alla conoscenza intellettuale, nelle occ. di
Purg. 33.123 e
Par. 16.87
nascondere vale 'sottrarre alla memoria, obliterare' (nel primo caso un ricordo personale, nel secondo una memoria collettiva) oppure anche 'oscurare', se ci si ricollega alla def.
1.2. Con ulteriore valore trasl., il termine è usato con rif. a qsa di astratto nel senso fig. di 'celare dentro di sé, non manifestare (in partic. con l'uso del linguaggio)' e dunque 'tacere, non rivelare': a
Purg. 8.68 l'ogg. sono le ragioni dell'operare divino, incomprensibili all'intelletto umano, e a
Purg. 14.25 il nome dell'Arno, non menzionato apertamente ma celato attraverso una perifrasi. Il medesimo signif. fig. è reso anche con una litote a
Purg. 6.138, dove
non nascondere vale 'mostrare apertamente'. Infine, nel caso di
Par. 15.40 il verbo ricorre con un signif. simile a quello di 'non manifestare un pensiero (con chiarezza)', ma in forma pron. rifl. ha l'accezione partic. di 'rendersi incomprensibile', con rif. al modo oscuro di esprimersi di Cacciaguida.
Varianti. La var.
si ranicchia di Po per
si nasconda (
Purg. 21.56), sebbene sia da ritenersi erronea per motivi di rima, è comunque significativa, considerato che il verbo
rannicchiare (vd.) è impiegato da Dante solo una volta come trans. con valore causativo, con rif. al movimento di un sogg. animato, e che l'uso in forma rifl. nel senso di 'ripiegarsi, richiudersi (in sé)' non è att. in antico (cfr.
TLIO s.v. rannicchiare). Per alcuni scambi con
ascondere nella trad. manoscritta, vd.
ascondere,
Nota.
Autore: Irene Angelini.
Data redazione: 10.12.2024.
Data ultima revisione: 29.11.2025.