Vocabolario Dantesco
longevo agg.
Commedia 1 (1 Par.).
Commedia longevi Par. 18.83 (:).
Prima att. Latinismo da longaevus (DELI 2 s.v. longevo), l'agg. è att. in Isidoro, Etimol., X 156 («quasi longi aevi et longi temporis»), mentre il sost. femm. longevitas ricorre nelle Epistole di Rabano Mauro (NG V 187) e prima ancora in Macrobio (Du Cange IV 251 s.v. longaevitas). Voce dotta e poetica, longevo, nella sua unica att. della Commedia, in rima, rif. agli ingegni umani, viene inteso nel signif. 'che dura a lungo nei secoli', come già proponevano gli antichi commentatori nelle loro glosse (Francesco da Buti: «falli vivere lungo tempo», ad l.; l'Ottimo: «longhi seculi», ad l.; Benvenuto da Imola: «per longum aevum viventia»). Degna di nota tuttavia è la sfumatura semantica presente in aevum, che fin da Lucrezio ha il valore di 'tempo senza limiti' (Mantelli, Interpretazioni virgiliane, p. 82). Tale accezione è att. nei glossari alto-mediev. (CGL, IV 450, 26; Gloss. lat., I 345, 126) ed è alla base del signif. che, nella vexata quaestio intorno a longaevus e postumus di Aen., VI, 763-764, fa capo a Sulpicio Apollinare, poi a Servio e ad Agostino (Enarrationes in Psalmos, 120, 10) e fino forse a Dante che qui celebra la gloria imperitura della poesia. Il signif. di 'immortale' ricorre in vari commentatori moderni (ad es. Sapegno e Bosco - Reggio). In seguito l'agg. ritorna in Boccaccio (Filocolo, Ameto), con evidente richiamo a Dante (cfr. TLIO s.v.). Nelle opere lat. longevus si trova in Eg. II 64 nel signif. di 'vecchio'.
Autore: Paolo Rondinelli.
Data redazione: 26.04.2021.
Data ultima revisione: 08.01.2025.
1 Che dura a lungo, imperituro.
[1] Par. 18.83: O diva Pegasëa che li 'ngegni / fai glorïosi e rendili longevi, / ed essi teco le cittadi e ' regni, / illustrami di te, sì ch'io rilevi.