Vocabolario Dantesco
denso agg./s.m.
Commedia 4 (4 Par.).
Commedia densa Par. 22.141 (:); densi Par. 2.60 (:); denso Par. 2.67, 2.146.
Prima att. Il latinismo – da densus (DELI 2 s.v. denso) – occorre per ben tre volte nel canto II del Par., sempre in opposizione a raro (vd.). La dittologia antonimica, funzionale a precisare il valore tecnico dei due termini, torna nel XXII della stessa cantica, con un evidente compito di richiamo al luogo precedente e alla complessa dissertazione scientifica ivi esposta. Da una ricerca condotta nel Corpus CLaVo emerge che il lat. densus è reso dai volgarizzatori trecenteschi per lo più con i traducenti spesso, fitto, grosso. Il ricorso dantesco al cultismo denso, pertanto, appare come una precisa scelta stilistica che intende corrispondere all’altezza dell’argomento sul piano lessicale, dando autorevolezza scientifica all’intera argomentazione. Infatti, mentre i suddetti corrispondenti volg. coprono uno spettro semantico molto più ampio, il latinismo denso sembra possedere una marca tecnica e una specificità più spiccate (almeno a quest'altezza cronologica) che gli derivano direttamente dalle principali fonti di filosofia naturale del tempo (cfr. per es., con rif. alla teoria delle macchie lunari, Averroè, De substantia orbis, II: «Et Luna videtur esse densa et obscura, et recipiens lumen ab alio, scilicet a sole», nonché i commenti aristotelici al De coelo; sull’argomento resta essenziale il rif. a Nardi, La dottrina delle macchie lunari, in Id., Saggi, pp. 3-39). Prob. proprio grazie all’uso dantesco, il termine è entrato nel nostro lessico di "alto uso" (cfr. GRADIT s.v. denso), subendo un naturale depotenziamento della sua carica specialistica (cfr. Fanini, Il lessico della fisica, pp. 19-25). Sul latinismo è ora fondamentale Burgassi-Guadagnini, La tradizione delle parole, p. 116 e segg.
Autore: Barbara Fanini.
Data redazione: 22.02.2017.
Data ultima revisione: 02.05.2018.
1 [Scient.] [Con rif. a un corpo:] di materia scarsamente fluida o difficilmente penetrabile; costituito di parti o elementi a stretto contatto.
[1] Par. 2.60: Ma dimmi quel che tu da te ne pensi». / E io: «Ciò che n'appar qua su diverso / credo che fanno i corpi rari e densi».
[2] Par. 22.141: Vidi la figlia di Latona incensa / sanza quell' ombra che mi fu cagione / per che già la credetti rara e densa
Sost.
[3] Par. 2.67: La spera ottava vi dimostra molti / lumi, li quali e nel quale e nel quanto / notar si posson di diversi volti. / Se raro e denso ciò facesser tanto, / una sola virtù sarebbe in tutti, / più e men distributa e altrettanto.
[4] Par. 2.146: Per la natura lieta onde deriva, / la virtù mista per lo corpo luce / come letizia per pupilla viva. / Da essa vien ciò che da luce a luce / par differente, non da denso e raro; / essa è formal principio che produce, / conforme a sua bontà, lo turbo e 'l chiaro».