Vocabolario Dantesco
cloaca s.f.
Commedia 1 (1 Par.).
Commedia cloaca Par. 27.25 (:).
Latinismo, da cloaca 'fogna' (cfr. Nocentini s.v.). La prima att. è nei Sermoni subalpini, XIII (franco-piem.), dove ricorre come denominazione antonomastica dell'Inferno: «Per traire nos de la cloaca, zo est d'enfern e de la poestà del diavol» (cfr. TLIO s.v.). Il signif. originario, come sottolineano anche i commentatori antichi, è quello di 'condotto fognario'; si veda ad es. l'Ottimo: «Dice S. Piero, che gli pastori romani hanno del suo cimiterio, dove elli e li primi Papa in Vaticano furono seppelliti, fatto una - cloaca, cioè fogna, per la quale trascorrono tutte le putride cose, che discorrono dalle case nelle vie, e poi mettono fuori in fiumi, o in alcuno altro luogo» (per questa e altre att. nel medesimo signif. cfr. ivi).
Autore: Paola Manni.
Data redazione: 26.04.2026.
Data ultima revisione: 26.04.2026.
1 Luogo di raccolta di sozzure (fig.). ||  Propr. Condotto fognario.
[1] Par. 27.25: Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio, / il luogo mio, il luogo mio che vaca / ne la presenza del Figliuol di Dio, / fatt' ha del cimitero mio cloaca / del sangue e de la puzza; onde 'l perverso / che cadde di qua su, là giù si placa».