Vocabolario Dantesco
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Accademia della Crusca - CNR Opera del Vocabolario Italiano

Vocabolario Dantesco

www.vocabolariodantesco.it

sorriso s.m.
Frequenza:
Commedia 1 (1 Par.).
Lista forme e index locorum:
Commedia sorriso Par. 18.19 (:).
Corrispondenze:
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Testi italiani antichi:
Corpus OVI,
DiVo,
LirIO,
Prosa fior. sec. XIII,
Petrarca e Boccaccio.
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Vocabolari: Crusca in rete, ED.

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Nota:Prima att. Derivato da sorridere (vd. Nocentini s.v. sorriso). Il sost. è att. per la prima volta a Par. 18.19, ove assume il valore di 'lieve contrazione delle labbra atteggiate a un riso appena accennato' (vd. Corpus OVI). La luce del sorriso di Beatrice costringe Dante a guardare nuovamente verso Cacciaguida; «la terzina indugia su questa bellezza, già dichiarata ineffabile, lasciando intendere come quella realtà soprannaturale sopraffacesse i sentimenti umani, appagando [...] ogni desiderio del cuore» (vd. Chiavacci Leonardi, ad l.). Tra gli antichi commentatori solamente Francesco da Buti si sofferma sul signif. del sost., chiosandolo nel seguente modo: «cioè non d'uno aperto ridere; ma sogghignare, come fa lo savio che non apertamente ride: imperò che l'aperto ridere mostra dissoluzione». Benvenuto da Imola, invece, insiste perlopiù sul senso del passo in gen.: vd., infatti, la chiosa «quia scilicet, visus meus sustinere non poterat excellentiam luminis laetitiae eius». Il sost., raro nell'it. antico, «ma panromanzo» e partic. vitale in area galloromanza (Viel, «Quella materia ond'io son fatto scriba», pp. 367-368), conserva la sua rarità nella trad. letteraria immediatamente successiva alla Commedia (vd. Corpus OVI), per poi diffondersi capillarmente in età moderna (vd. GDLI s.v. sorriso). Nella trad. manoscritta di Par. 18.19 è att. la var. suo riso in Laur, in luogo di sorriso. La voce riso, che ricorre più volte nella Commedia, nel passo potrebbe dare senso; tuttavia, considerando che la var. è att. in un solo ms. e che, rif. a Beatrice, è ampiamente diffuso il verbo sorridere, sembra preferibile la difficilior sorriso.
1 Lieve contrazione delle labbra atteggiate a un riso appena accennato.
[1] Par. 18.19: Vincendo me col lume d'un sorriso, / ella mi disse: «Volgiti e ascolta; / ché non pur ne' miei occhi è paradiso».


Autore: Francesca Carnazzi 24.07.2026 (ultima revisione: 24.07.2026).