pozza s.f.
Nota:Prima att. Metaplasmo di genere da
pozzo (vd.), che è usato più volte nei canti di Malebolge con signif. diversi. Nell'unica sua occ.,
pozza è att. (in rima aspra con
strozza e
ingozza) per indicare iperbolicamente la palude «lorda» dello Stige che Dante e Virgilio stanno costeggiando e che a
Inf. 7.124 è detta «belletta negra» (vd.
belletta). La sua natura di 'bacino di acqua ristagnante' si rileva dall'altra perifrasi con cui tale palude viene qualificata a
Inf. 8.31, ossia «morta gora» (per cui vd.
gora). Il contesto del passo giustifica la - pur inammissibile a testo, anche se semanticamente plausibile - var.
puçça del ms. Po. Del resto anche
Giovanni Boccaccio, nella chiosa a
Inf. 9.30-33, commenta così le esalazioni fetide che si originano dalla palude Stigia: «
che 'l gran puzo spira, cioè essala: e in questo dimostra la natura universale de' paduli, li quali tutti putono per l'acqua, la quale in essi per lo star ferma si corrompe e, corrotta, pute» (vd.
putire.) L'antica esegesi ricollega perlopiù la voce
pozza al signif. propr. di 'piccola raccolta d'acqua ristagnante' (Giovanni Boccaccio, Cristoforo Landino
ad l.) o a quello estens. di 'palude' (
Guglielmo Maramauro, Benvenuto da Imola,
Francesco da Buti ad l.). Sono notevoli le occ. postdantesche di
pozza, ancora rif. alla geomorfologia del regno infernale, nell'
Atrovare del vivo e del morto (III, st. 7, v. 2: «L'octavo nom'è chiamato Abisso / per le gran fornaxe e poçe abraxadi») e nel commento del
Falso Boccaccio a
Inf. 12.46-48, dove la
pozza indica la valle bollente del Flegetonte in cui sono immersi i violenti contro il prossimo («Il difetto di questi chotali fu ch'eglino missono le mani ne' loro parenti e proximi, e sì fa ch'eglino sieno tormentati in una valle overo pozza di sanghue che sempre bolle»). Per tutto cfr.
Corpus OVI.
1 Bacino d'acqua ristagnante e fangosa (
estens., con rif. alla palude dello Stige). || Propr. Piccola quantità d'acqua, gen. ristagnante, che si raduna nelle cavità del terreno.
[1] Inf. 7.127: Così girammo de la lorda pozza / grand' arco, tra la ripa secca e 'l mézzo, / con li occhi vòlti a chi del fango ingozza.
Autore: Francesca Spinelli 22.02.2024 (ultima revisione: 17.06.2024).