Vocabolario Dantesco
basciare v.
Commedia 5 (3 Inf., 2 Purg.).
Altre opere10 (10 Fiore).
Commedia basciarsi Purg. 26.32; basciato Inf. 5.134; basciavansi Purg. 32.153; basciò Inf. 5.136; basciommi Inf. 8.44.
Altre opere basci Fiore 18.10, 171.6, 187.12; bascia Fiore 20.9; basciai Fiore 20.13; basciando Fiore 21.1; bascias[s]e Fiore 19.3; basciato Fiore 48.11; bascierai Fiore 173.9; basciò Fiore 22.13.
Dal lat. basiare (LEI s.v., 4, 1653.38), il verbo è ben att. in it. antico dalla seconda metà del sec. XII (TLIO s.v. baciare 1). La grafia -sci-, conservata da Petrocchi (cfr. Introduzione, p. 443), rappresenta la sibilante palatale sorda di grado tenue, normale esito toscano di -sj- lat. (cfr. Rohlfs, § 286; Castellani, Saggi, I, pp. 222-244; vd. anche Inglese, Note di grammatica storica, § 286). Il verbo ha il valore trans. 'accostare le labbra a una parte del corpo di qno', in partic. alla bocca (riso v. 134) nelle due occ. di Inf. 5.134-136, dove l'espressione la bocca mi basciò si carica di un evidente realismo con cui il poeta «ottimamente discrive l'atto di quegli li quali con alcun sentimento ferventemente amano» (Boccaccio, ad l.). In Inf. 8.44 Virgilio compie il solenne gesto di baciare il volto di Dante come atto di stima e compiacimento per la sua replica a Filippo Argenti (nelle chiose del Cod. Cassinese: «hoc est a ratione congratulatum», ad l.; Malato, ad l. glossa: «offre [scil. Virgilio] al discepolo una calorosa manifestazione di affettuoso consenso al suo sdegnoso rifiuto di dialogo con quel peccatore»). Basciarsi assume come rifl. intrans. il signif. di 'scambiarsi baci' in Purg. 26.32: il frettoloso gesto di reciproco affetto compiuto dalle anime delle due schiere di lussuriosi è inteso sia come atto di carità fraterna, con richiamo all'antico saluto cristiano (Rom. 16, 16), sia come segno di penitenza e ricordo purificato dei baci lascivi (cfr. Inglese, ad l. e Bellomo-Carrai; tra gli antichi, Landino). Infine, l'occ. di Purg. 32.153 ricorre nella raffigurazione simbolica desunta dall'Apoc. 17, 1-5 «cum qua fornicati sunt reges terrae» (per cui vd. anche Inf. 19.108), dove allude all'intesa della Chiesa corrotta (puttana v. 149) con la casa reale di Francia (gigante v. 152). Per Inglese il verbo si rifà «anzitutto, alla complicità fra la Curia romana e la Corona di Francia nella lotta contro i sovrani svevi nell'Italia meridionale». Altri commentatori, come Chiavacci Leonardi, vedono in partic. rappresentato nell'atto del bacio l'asservimento del papato a re Filippo il Bello. Pertile, La puttana e il gigante, p. 217, riconoscendo come modello il Cantico dei Cantici, considera «il baciarsi della puttana e del gigante la loro totale, empia perversione dell'originale testo sacro».
Autore: Francesca De Cianni.
Data redazione: 18.11.2020.
Data ultima revisione: 11.12.2021.
1 [In senso erotico:] accostare le labbra a una parte del corpo di qno (specif. la bocca).
[1] Inf. 5.134: Quando leggemmo il disïato riso / esser basciato da cotanto amante, / questi, che mai da me non fia diviso, / la bocca mi basciò tutto tremante.
[2] Inf. 5.136: Quando leggemmo il disïato riso / esser basciato da cotanto amante, / questi, che mai da me non fia diviso, / la bocca mi basciò tutto tremante. 
1.1 [Come atto di stima e di compiacimento].
[1] Inf. 8.44: Lo collo poi con le braccia mi cinse; / basciommi 'l volto e disse: «Alma sdegnosa, / benedetta colei che 'n te s'incinse! 
1.2 Pron. Scambiarsi reciprocamente baci (come segno di carità cristiana).
[1] Purg. 26.32: Lì veggio d'ogne parte farsi presta / ciascun' ombra e basciarsi una con una / sanza restar, contente a brieve festa; / così per entro loro schiera bruna / s' ammusa l'una con l'altra formica, / forse a spïar lor via e lor fortuna. 
[In contesto fig.].
[2] Purg. 32.153: Sicura, quasi rocca in alto monte, / seder sovresso una puttana sciolta / m'apparve con le ciglia intorno pronte; / e come perché non li fosse tolta, / vidi di costa a lei dritto un gigante; / e basciavansi insieme alcuna volta.