Vocabolario Dantesco
loquela s.f.
Commedia 3 (1 Inf., 2 Par.).
Altre opere8 (8 Conv.).
Commedia loquela Inf. 10.25, Par. 27.134, 29.131 (:).
Altre opere loquela Conv. 1.5.2, 1.7.14, 1.10.5, 1.10.14, 1.12.1, 1.12.6, 1.13.1, 1.13.3.
Voce corrispondente nelle opere latine di Dante: VDL.
Testi italiani antichi:
Corpus OVI,
DiVo,
LirIO,
Prosa fior. sec. XIII,
Petrarca e Boccaccio.
Vocabolari: TLIO, Crusca in rete, ED.
Latinismo riconducibile all'articolato ventaglio dantesco di etichette associate a concetti linguistici, che trovano di norma la loro prima fonte nel De vulgari eloquentia. Lì loquela costituisce significante complementare a locutio, dove quest'ultimo si configura come nomen actionis (il parlare, la facoltà del linguaggio) e l'altro come nomen rei actae (la lingua; vd. VDL s.v. loquela e Tavoni, Contributo, pp. 386-388, 395-397 e Tavoni, Ancora su De vulgari eloquentia, p. 472). Nel Convivio, loquela ricorre invariabilmente nel signif. di 'specifica lingua parlata', e la medesima accezione sembra riproporsi anche a Par. 29.131. Qui secondo l'ED s.v. loquela la voce indicherebbe 'il linguaggio, la parola umana', tuttavia il contesto sintattico rivela chiaramente la proprietà quantificabile («mai non fu [...] che» 'non ci fu mai nessuna [...] che') del concetto da essa espresso, che non può dunque consistere nella facoltà del linguaggio. Questo signif. è invece riscontrabile a Par. 27.134, dove la locuz. loquela intera si contrappone al balbutire (vd.) infantile (rispettivamente la 'facoltà linguistica compiutamente formata' propria dell'età adulta e il 'parlare incerto e frammentato' dei bambini). Nella brusca allocuzione di Farinata a Dante di Inf. 10.25 il dannato identifica il suo interlocutore come fiorentino attraverso la sua loquela, che vale 'lingua' qui intesa nella più specifica accezione di 'accento, modalità di pronuncia' riconoscibile per via fonoacustica (cfr. montanina e rusticana loquela di De vulg. 1.11.6, parlate selvatiche caratterizzate da enormitas accentus; come già rilevavano i commentatori antichi, fra cui l'Ottimo e Guido da Pisa, il verso messo in bocca a Farinata è di matrice evangelica: cfr. Mt., 26, 73 «loquela tua manifestum te facit»).
Autore: Nicolò Magnani.
Data redazione: 13.12.2023.
Data ultima revisione: 18.03.2024.
1 Facoltà del linguaggio.
[1] Par. 27.134: Tale, balbuzïendo ancor, digiuna, / che poi divora, con la lingua sciolta, / qualunque cibo per qualunque luna; / e tal, balbuzïendo, ama e ascolta / la madre sua, che, con loquela intera, / disïa poi di vederla sepolta.
2 Lingua umana (parlata o scritta).
[1] Par. 29.131: Questa natura sì oltre s'ingrada / in numero, che mai non fu loquela / né concetto mortal che tanto vada...
2.1 Modo di parlare, accento caratteristico di una lingua.
[1] Inf. 10.25: La tua loquela ti fa manifesto / di quella nobil patrïa natio, / a la qual forse fui troppo molesto».