Vocabolario Dantesco
ingozzare v.
Commedia 1 (1 Inf.).
Commedia ingozza Inf. 7.129 (:).
Prima att. Verbo denominale da gozzo (vd. DEI s.v. ingozzare), ingozza è usato, in rima aspra con strozza, per descrivere i peccatori di gola costretti a ingoiare l’acqua fangosa in cui erano immersi. La voce, di stampo chiaramente popolare ma di uso rarissimo almeno fino alla fine del XIV sec. (cfr. Viel, «Quella materia ond'io son fatto scriba», p. 273 e TLIO s.v. ingozzare), è stata correttamente percepita come derivata di gozzo, già att. all'epoca (vd. TLIO s.v. gozzo). Il commento del Maramauro ad l., forse per influenza di Inf. 7.125-126 («Quest' inno si gorgoglian ne la strozza, / ché dir nol posson con parola integra»), si focalizza sull'azione di strozzamento e sulla difficoltà nel parlare causate dall’avere la gola piena di fango («Ingoza, idest aretenere dal gosso in zo e non exprimere»). Il Landino ad l. («ingoza: inghiottisce, perchè gozo significa el gorgozule. Onde sgozare significa 'tagliare el gorgozule'») esplicita invece il legame semantico ed etimologico con il verbo sgozzare (così anche in Bembo, Prose, p. 236). Infine, il Vellutello ad l. ricollega il verbo a gozzo nel signif. di 'ingluvie degli uccelli' («ingozzare è proprio d'ogni uccello, perche hanno 'l gozzo, ove mandano 'l pasto prima che lo digerischino»), per cui vd. TLIO s.v. gozzo.
Autore: Francesca Spinelli.
Data redazione: 04.01.2022.
Data ultima revisione: 28.02.2022.
1 Inghiottire un liquido (forzatamente e con disgusto), ingurgitare.
[1] Inf. 7.129: Così girammo de la lorda pozza / grand' arco, tra la ripa secca e 'l mézzo, / con li occhi vòlti a chi del fango ingozza.