Latinismo da
dubitare (vd. DELI 2 s.v.), a sua volta ben rappresentato nelle opere lat. di Dante (vd. VDL s.v.). Il verbo è usato nella
Commedia sempre con valore assol., laddove nelle altre opere si trova spesso seguito da complemento o proposizione, secondo il regolare uso lat. In gen. nel poema vale 'essere affetto da dubbi, perplessità', rispondendo all'originario valore etimologico di
dubium habere, ma a
Inf. 33.45 è chiaramente percepibile una sfumatura di timore: qui l'oggetto implicito del
dubitare è quanto espresso al v. precedente, vale a dire l'imminente distribuzione del cibo a Ugolino e ai suoi figli da parte delle guardie nella torre della Muda, la cui certezza è messa in crisi dal sogno premonitore. A
Inf. 28.97 l'uso sost. risponde all'accezione operativa di lat.
dubitare ('esitare, indugiare a fare qsa', peraltro assente nel lat. di Dante), configurandosi come marcato latinismo semantico con rare att. nei volg. antichi: TLIO s.v. riporta un solo caso, l'anonimo
Valerio Massimo volgarizzato, dove
dubitare traduce però il lat.
haesitare; nemmeno per il passo dantesco si può invocare il supporto dell'ipotesto, la
Farsaglia lucanea, dal momento che i versi riecheggiati da Dante (1.280-81) hanno
trepidare (sebbene l'Amico dell'Ottimo
ad l., citando Lucano, sostituisca
trepidant con
dubitant). Per questo valore del verbo cfr. anche
Conv. 4.25.10: «elli dubitò, prima, di dicere». A
Par. 32.49 Inglese e Sanguineti pongono a testo la var.
dubiando di Urb (con dieresi), dal denominale sinonimico
dubbiare presente anche altrove nella
Commedia: questa soluzione presentebbe il vantaggio di formare poliptoto con
dubbi nello stesso v. (vd. Inglese
ad l.), ma si può presumere che secondo la coscienza linguistico-stilistica di Dante i due termini siano equivalenti dal punto di vista lessicale, e che rappresentino piuttosto mere varianti divergenti nel computo sillabico, da preferire di volta in volta sulla base delle esigenze metriche (in tutti gli altri contesti
dubbiare non si trova mai in dieresi).
Autore: Nicolò Magnani.
Data redazione: 08.04.2024.
Data ultima revisione: 30.09.2024.