ammendare v.
Lista forme e index locorum:
| Commedia |
ammendava Purg. 6.41. |
| Altre opere |
[a]menderà Fiore 86.13; amendare Fiore 22.14 (:); amendarlo Fiore 12.12 (:); amendata Fiore 140.5 (:); amendato Fiore 76.3 (:). |
Nota:Derivato dal lat.
emendare, forse per tramite del fr.
amender (LEI 21, 399.23 e 411.40, s.v.
emendare), il termine è ricco di att. nella lingua antica (cfr.
TLIO s.v., che ne segnala il primo es., con valore giuridico, nel
Breve di Montieri). Nella
Commedia, dove ricorre anche il sost.
ammenda (
vd.), la voce occorre una volta soltanto, nella spiegazione che Virgilio offre a Dante sul perché anticamente era vano sperare che la preghiera influisse sul volere divino, secondo quanto egli afferma in
Aen. VI, 376 («desine fata deum flecti sperare precando»): perché prima della venuta di Cristo l'umanità era in disgrazia e dunque la preghiera era disgiunta da Dio. Di conseguenza, non era possibile mediante essa espiare la colpa dei peccati commessi («non s'ammendava, per pregar, difetto»), come è concesso invece alle anime del Purgatorio (cfr. Chiavacci Leonardi,
ad l.). Per la var. formale
amendava in Lanza, Sanguineti, Inglese (ed. crit.), vd. quanto detto alla voce
ammenda, in
Nota (Varianti).
1 Rimediare a una colpa.
[1] Purg. 6.41: e là dov' io fermai cotesto punto, / non s'ammendava, per pregar, difetto, / perché 'l priego da Dio era disgiunto.
Autore: Daniele Sorba 20.02.2025 (ultima revisione: 01.04.2026).