Vocabolario Dantesco

Accademia della Crusca - CNR Opera del Vocabolario Italiano

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golare v.
Frequenza:
Commedia 1 (1 Par.).
Lista forme e index locorum:
Commedia gola Par. 10.111.
Corrispondenze: Testi italiani antichi:
Corpus OVI,
DiVo,
LirIO,
Prosa fior. sec. XIII,
Petrarca e Boccaccio.
Vocabolari: TLIO, Crusca in rete, ED.
Nota:Denominale da gola (vd.). I siciliani, con rif. al desiderio per la donna amata, usano goliare (per cui vd. TLIO s.v. goliare), che ha un'etimologia discussa, per cui vd. DEI s.v. golare e Gibbons, "Che tutto il mondo la giù ne gola di saper novella". Att. prima di Dante ad es. in Monte Andrea («altro saver non golo», son. 27.10), «richiama la "fame" e la "sete" di sapere, potenziandone l'immagine» (Grabher, ad l.). La scelta di un vocabolo così raro e con connotazioni così specifiche, seppure facente parte di un campo semantico (quello della fame e della sete) in genere scelto come fonte di immagini per il desiderio di conoscenza, risponde significativamente alla volontà di rinnovamento dell'impianto metaforico tradizionale, caratteristica soprattutto della terza cantica (ma su questo aspetto vd. Gibbons, ivi). La forma golìa è var. att. in Pr ma considerata «impossibile per la metrica» (Petrocchi, ad l.).
1 Desiderare ardentemente qsa.
[1] Par. 10.111: La quinta luce, ch'è tra noi più bella, / spira di tale amor, che tutto 'l mondo / là giù ne gola di saper novella...


Autore: Chiara Murru 13.01.2021 (ultima revisione: 19.03.2021).