Vocabolario Dantesco
editto s.m.
Commedia 1 (1 Purg.).
Commedia editti Purg. 1.76.
Editti etterni 1.
Voce corrispondente nelle opere latine di Dante: VDL.
Testi italiani antichi:
Corpus OVI,
DiVo,
LirIO,
Prosa fior. sec. XIII,
Petrarca e Boccaccio.
Vocabolari: TLIO, Crusca in rete, ED.
Prima att. Voce dotta dal lat. edictum (vd. DELI 2 s.v. editto). Il sost., ampiamente att. nel lat. mediev. giuridico e nel corpus volg. trecentesco nel senso di 'atto, anche normativo, di espressione di una volontà individuale o collettiva' (vd. TLIO s.v. editto e Viel, «Quella materia ond'io son fatto scriba», p. 247), ricorre per la prima volta a Purg. 1.76 nella locuz. editti etterni, che indica le leggi divine eternamente valide (vd. Corpus OVI). Virgilio, infatti, giustifica la presenza di Dante alle soglie del Purgatorio, al cospetto di Catone, affermando che il viaggio del Poeta è voluto da Dio e che dunque le leggi sacre non sono state da loro infrante, come invece insinua l'Uticense. Gli antichi commentatori comprendono il signif. dell'espressione: Benvenuto da Imola chiosa «praecepta divina», similmente a Francesco da Buti che intende «statuti eterni». Sul versante del lat. si riscontra la presenza del sost. edictum in Ep. VII e in Mon., nel signif. di 'decreto promulgato da un'autorità, spec. quella imperiale': vd. VDL s.v. edictum, -i. Il termine editto nel primitivo signif. permane nella trad. letteraria successiva alla Commedia (vd. GDLI s.v. editto) ed è registrato come comune nell'it. contemporaneo (vd. GRADIT s.v. editto). Nella trad. manoscritta di Purg. 1.76 è att. la var. detti in luogo di editti in Laur, Po e Pr imputabile a una evidente banalizzazione.
Locuz. e fras. Editti etterni: vd. Nota.
Autore: Francesca Carnazzi.
Data redazione: 17.04.2025.
Data ultima revisione: 01.04.2026.
1 Legge, atto normativo. Editti etterni: le leggi divine.
[1] Purg. 1.76: Non son li editti etterni per noi guasti, / ché questi vive e Minòs me non lega; / ma son del cerchio ove son li occhi casti / di Marzia tua, che 'n vista ancor ti priega, / o santo petto, che per tua la tegni: / per lo suo amore adunque a noi ti piega.