Esito popolare da
regia [
porta] (DEI s.v.
regge), che già nei testi classici designa la porta principale del palazzo reale o di vari edifici pubblici; in seguito, nella trad. tarda e crist., indica il portale di un edificio sacro e per eccellenza quello della basilica (cfr. TLL s.v.
regius, -
a, 11, 2.770.19-54; Du Cange s.v.
regia 3). Con questi ultimi signif. la voce lat. ha continuatori sporadici in varietà romanze dell'It. settentr. e, in area galloromanza, nel prov.
rieja 'grata di ferro che separa il coro dal resto della chiesa' (cfr. DEI; Faré 7174 s.v.
rēgius; FEW s.v.
regia, 10, 208ab; Viel,
«Quella materia ond'io son fatto scriba», pp. 335-336). Il vocabolo, che in volg. antico ricorre con metaplasmo di declinazione (con uscite del femm. sing. di terza classe in
-e e plur. in -
i, cfr. Rohlfs, § 351), è att. in testi fior. a partire dalla seconda metà del Duecento col signif. di 'porta (di una chiesa)':
Doc. fior., 1256, p. 257.5: «regi di S(an)c(t)a Rep(ar)ata»;
Stat. fior., a. 1284, p. 54.6: «le reggi dela chiesa di San Gilio»;
Cronica fior. del sec. XIII: «di fuori delle reggi di San Pietro» (Schiaffini,
Testi fiorentini, p. 92.21-22);
Giovanni Villani (ed. Moutier), a. 1348, L. 4, p. 176.17: «i cardinali e l’altro chericato [[…]] misonlo di fuori dalle reggi»; un'att. della forma sing. («denançi de la rege de la gliesia») pressoché coeva a Dante è nella bol.
Vita di S. Petronio, collocabile tra 1287-1330 (p. 29). Per tutto cfr.
Corpus TLIO. Il lessema è ripreso e commentato da Vincenzio Borghini: «Vicino al mezzo della chiesa era un tramezzo diviso da cappelle e da muri,ed avea le sue porte, e queste si chiamavano, come io veggo in alcune antiche scritture, le reggi» (cfr. GDLI s.v.). Più tardo e meno comune in epoca antica è l'uso di
reggia come 'portone di un palazzo reale' (cfr.
Corpus OVI che cita come unica att.
Valerio Massimo, red. V1, p. 660.21).
Locuz. e fras. L'unica occ. di
Purg. 9.134 è impiegata nell'espressione
regge sacra per indicare la porta del Purgatorio (equivalente di
porta sacrata al v. 130 [
parte sacrata in Lanza e Sanguineti, ma è
lectio facilior, cfr. Bellomo-Carrai]). Benvenuto da Imola legge
reggia – «
reggia sacra, idest, portae sacratae» –, lez. tràdita anche da Po, nella forma
regia, e da Urb, ma non accolta dall'ed. Sanguineti, che ripristina la
-e finale.
Francesco da Buti,
ad l., fornisce una spiegazione paretimologica o, in alternativa, collega fig. la parola a una sorta di recinto («cioè di quella porta:
regge si chiama, perchè regge e tiene chi vole passare; ma dice
sagra: imperò che diventa sacra, in quanto si muta e converte l'amore mondano in amore di Dio; o reggia significa tutto lo purgatorio, come si chiama reggia lo rinchiuso de le bestie»).
Autore: Francesca De Cianni.
Data redazione: 06.05.2025.
Data ultima revisione: 29.11.2025.