Vocabolario Dantesco
foracchiato agg.
Commedia 1 (1 Inf.).
Commedia foracchiato Inf. 19.42.
Prima att. Part. in funz. di agg. di foracchiare (cfr. TLIO s.v.), deverbale di forare (vd.). Come si legge in Grossmann-Rainer (La formazione delle parole, p. 470), un suff. come -acchiare non è facilmente delimitabile in un unico tipo semantico (per es., diminutivo, peggiorativo, intensivo o iterativo), e non raramente un tipo semantico può sfumare nell'altro. Per foracchiato, att. solo in Dante, nei commentatori e nella Leggenda Aurea (cfr. TLIO s.v. foracchiato), tale indeterminatezza semantica risulta anche da vari strumenti: Rohlfs (§ 1157) e l'ED (s.v. foracchiato) gli attribuiscono una valenza iterativa (Rohlfs glossa foracchiare con 'fare molti e piccoli buchi'); il GDLI (s.v. foracchiato) e il DELI 2 (s.v. foracchiare) gli associano anche un valore diminutivo ('che è bucato in più punti con tanti piccoli fori', 'fare molti e piccoli fori'); mentre Grossmann-Rainer (cit., p. 471) lo porta come es. di valenza peggiorativa. Nella definizione qui proposta, si segue un'interpretazione iterativo-peggiorativa, ritenendo prob. che in questo modo Dante abbia voluto anche connotare negativamente il luogo di dannazione dei simoniaci. Nel medesimo canto, foracchiato trova una rispondenza nel v. 14: «piena la pietra livida di fóri» (vd. fóro). Inoltre, parte dei commentatori moderni (per es., Chiavacci Leonardi e Inglese), ritiene la coppia di agg. «foracchiato ed arto» un'endiandi, in cui il primo è ragione del secondo (vd. arto). A tale interpretazione si oppone tuttavia il fatto che generalmente il fondo di una bolgia è rappresentato già di per sé come stretto (cfr., per es., le osservazioni di Tommaseo e Poletto, e soprattutto quelle di Rebuffat, «Luogo è in inferno detto Malebolge», pp. 40-41; vd. fondo).
Autore: Cristiano Lorenzi Biondi.
Data redazione: 29.02.2020.
Data ultima revisione: 30.06.2020.
1 Che presenta numerosi buchi disposti in maniera non ordinata.
[1] Inf. 19.42: Allor venimmo in su l'argine quarto; / volgemmo e discendemmo a mano stanca / là giù nel fondo foracchiato e arto.